Per domani previste fino a 7 ore di “taglio” dell’acqua

Nico Andriani

L’operazione dell’Acquedotto Pugliese per il sistema di telecontrollo delle reti di adduzione primaria.

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Per domani sono previste fino a 7 ore di taglio dell’erogazione dell’acqua per l’installazione dei rilevatori di flusso da parte dell’azienda ruvese Guastamacchia spa per conto dell’Acquedotto Pugliese.

L’operazione è prevista per rendere esecutivo, con l’installazione del misuratore di portata, il progetto del telecontrollo, che comprende la realizzazione di postazioni di controllo remoto dei flussi idrici nei vettori ed adduttori e dei livelli nei serbatoi, “con sistemi di automazione locale, utilizzando le più recenti, consolidate ed affidabili tecnologie nel campo dei sistemi di telemisura e telecontrollo. In tal modo si può disporre di un efficacissimo strumento di acquisizione e gestione dei dati riguardanti i flussi idrici”.

Il sistema, presentato dall’Acquedotto Pugliese nel corso della scorsa rassegna Mediterre, è perciò un sistema informativo integrato che permette la supervisione ed il controllo in remoto del flusso degli schemi idrici di adduzione primaria e provinciali gestiti da Acquedotto Pugliese. Centinaia gli impianti monitorati, grazie all’impiego di sensori sofisticati.

Il sistema consente, attraverso un processo automatico di validazione dei dati misurati, l’affidabilità nella gestione e bilanci idrici certificati.

Lo scopo del progetto è quello di migliorare l’efficienza dello schema idrico generale, secondo gli obiettivi della Legge n.36/94 (legge Galli), attraverso l’adozione di un nuovo sistema di misurazione e monitoraggio remoto dei flussi idrici presso ogni opera nodale del sistema stesso, in sostituzione dei tradizionali metodi e strumenti di misura.

Unico nel suo genere per dimensioni, per tecnologie e metodi utilizzati, il sistema è stato interamente progettato da professionalità interne e recentemente ha conseguito a Bologna il premio "Più risparmi acqua più fai ricca la tua terra" per i positivi benefici apportati nella gestione della risorsa e nel corretto uso delle disponibilità idriche.

I benefici attesti sono stimati, anche alla luce delle esperienze già maturate, nell’ordine del 5% di recupero della risorsa immessa nel sistema idrico, pari a circa 25 milioni di metri cubo di acqua l’anno, nonché “un miglior utilizzo delle risorse umane, che da attività semplici di presidio e sorveglianza potranno essere indirizzate in attività di più elevata professionalità e con strumenti tecnologici avanzati; riduzione delle perdite idriche nel sistema di vettoriamento ed adduzione; ottimizzazione della gestione della risorsa idrica; riduzione dei costi di gestione, in particolare per l’energia elettrica necessaria ai pompaggi idrici e per la manutenzione delle opere”.

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