Il Pdl: «In Consiglio comunale atteggiamento arrogante della maggioranza»

La Redazione

Si è avviato anche a livello locale un percorso unitario di formazione del Popolo della Libertà.

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Su quanto accaduto nel primo Consiglio comunale del nuovo mandato al Sindaco Di Tria, il costituente Popolo della Libertà di Terlizzi ha inviato un comunicato che riceviamo e volentieri pubblichiamo.

Il giorno 16 u.s. si è tenuto presso la sala consiliare del Comune di Terlizzi il Primo Consiglio comunale della nuova legislatura.

I consiglieri comunali eletti nelle liste di Forza Terlizzi e Alleanza per Terlizzi, d’ intesa con le segreterie locali di AN e FI, preso atto del risultato elettorale favorevole al centrodestra, ma che ha visto tuttavia l’affermazione del centrosinistra, considerato che da tale risultato si evince chiaramente che l’elettorato non ha apprezzato la frammentazione, hanno dichiarato la decisione di avviare anche a livello locale un percorso unitario di formazione del Popolo della Libertà. La ritrovata unità delle due principali forze politiche di opposizione al centrosinistra ha consentito alla minoranza di compattarsi su posizioni comuni che ci impegneremo a far restare tali per l’intera durata di questa amministrazione, al contrario della maggioranza che si è immediatamente divisa vedendo l’abbandono della seduta di due consiglieri del PD. Le successive richieste circa l’ unanimità nella elezione degli organi istituzionali non potevano essere accolte in quanto miravano a nascondere la grave frattura consumatasi.

L’atteggiamento arrogante di eleggere il presidente del consiglio ai limiti della eleggibilità dai resti della maggioranza, nonostante l’abbandono della seduta anche di tutti i consiglieri di minoranza, era in netto contrasto con lo spirito di collaborazione richiesto.

La nuova aggregazione costituente il Popolo della Libertà invita l’amministrazione di Tria, prima ancora di ergersi a moralizzatrice della politica, a mostrare in futuro maggiore coerenza, mettendo da parte qualsiasi atteggiamento di arrogante supremazia trascurando di fatto le dinamiche democratiche interne.

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