Don Pietro, prete semplice, a 120 anni dalla nascita
L’anniversario nella data del 28 giugno
Pubblichiamo un intervento di Renato Brucoli, gentilmente inviatoci a nome del Comitato Vite Esemplari di Terlizzi, sul 120° anniversario di nascita di don Pietro Pappagallo, che ricorre il 28 giugno:
Sono trascorsi 120 anni dalla nascita di don Pietro Pappagallo (Terlizzi, 28 giugno 1888 – Roma, 24 marzo 1944), il sacerdote terlizzese martire alle Fosse Ardeatine insieme ad altri 334 perseguitati fra cui il prof. Gioacchino Gesmundo.
L’anniversario è stato ricordato dal Comitato Vite Esemplari, presieduto da Francesco Pappagallo, nipote di don Pietro, che ha invitato la cittadinanza tutta a partecipare.
Alle 9.30 del 28 giugno 2008, presso la chiesa S. Maria delle Grazie al Cimitero, è stata celebrata la S. Messa in memoria di don Pietro. E’ seguito un breve momento di preghiera, di omaggio e di testimonianza sulla tomba del martire, presso la cappella Pappagallo, da qualche mese resa più riconoscibile da un’indicazione esterna. Infine, presso il laboratorio sistemato al Corso Vittorio Emanuele n. 38/a, è stato visionato il monumento a don Pietro Pappagallo e al prof. Gioacchino Gesmundo, interamente modellato in argilla dall’artista terlizzese Pietro De Scisciolo e ormai prossimo alla fusione in bronzo.
Promuovendo queste attività, il Comitato Vite Esemplari ha inteso riproporre la figura di don Pietro come un esempio di civiltà a chi è impegnato nel sociale, e come un innamorato della vita alle giovani generazioni. L’orizzonte di senso in cui don Pietro ha testimoniato la sua fede in Cristo e nell’umanità, è fatto di cose semplici e di valori irrinunciabili quanto inossidabili al tempo, come la solidarietà e la ricerca della libertà.
Don Pietro Pappagallo nasce a Terlizzi il 28 giugno 1888. Entra in Seminario, a Giovinazzo, a 15 anni. Viene ordinato sacerdote nel 1915. Dopo aver svolto ruoli di servizio in varie istituzioni educative a Molfetta e a Catanzaro, si trasferisce in diocesi di Roma nel 1925. È vice parroco in S. Giovanni in Laterano, chierico beneficiato presso la basilica patriarcale di S. Maria Maggiore, collaboratore dei cardinali Gasparri e Cerretti, rettore e cappellano delle Oblate del Bambino Gesù nella casa madre di via Urbana, nella cui dipendenza risiede.
Nel corso dell’occupazione nazista della capitale, organizza una rete di assistenza materiale e spirituale in favore di ebrei, soldati allo sbando, perseguitati politici. Offre ospitalità, assistenza, concreto sostegno e documenti d’identità contraffatti per aprire vie di fuga e di salvezza a chi è in pericolo. Orientato dalla fede cristiana e dall’amore verso il prossimo, manifesta decisa opposizione alla guerra, al razzismo e alla discriminazione ideologica. Persegue, al prezzo della vita, ideali di libertà, di giustizia, di pace e di rispetto della persona umana. È l’unico sacerdote fra le 335 vittime alle Fosse Ardeatine dove, il 24 marzo 1944, si compie la più inaudita rappresaglia verificatasi in Europa durante la seconda guerra mondiale. È medaglia d’oro al merito civile. Il suo nome figura nel martirologio cristiano del XX secolo.
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