Una serie di stage e workshop tra gli artisti aspettando la riapertura del Millico
Un progetto che sia un trampolino di lancio verso la futura programmazione all’interno del Teatro
Aspettando la riapertura del Teatro Millico, grazie anche all’ulteriore tranche di finanziamento per provvedere alla sua completa ristrutturazione e riapertura, attesa per il 2010, è partito il progetto Teatri abitati-residenze teatrali, proposto dal Teatro Pubblico Pugliese e curato dal Teatro Minimo e coordinato dal terlizzese Michele Santeramo e dall’andriese Michele Sinisi, entrambi stimati attori ed autori teatrali.
Il progetto è finanziato dalla Regione (100 mila euro), dal Comune di Terlizzi (20 mila euro) ed interesserà anche la vicina città di Bitonto che metterà a disposizione il teatro Traetta.
In questo progetto, le compagnie teatrali, i musicisti, gli attori e i danzatori pugliesi, per diciotto mesi abiteranno i teatri pubblici pugliesi.
Oltre alla gestione completa dei teatri pubblici pugliesi, le compagnie dovranno sapersi relazionare con il territorio, organizzando stage, selezione di artisti, incontri e work shop con l’obiettivo di sviluppare il settore dello spettacolo dal vivo (teatro, danza e musica), dando una sede a quelle compagnie prive di una sede permanente ed idonea ed aprendo quei luoghi storici di proprietà pubblica che rimangono chiusi per lunghissimi periodi.
La sede del progetto a Terlizzi sarà il Piccolo Osservatorio Universale Garzia di largo Pappagallo, piccolo cenacolo che svolge attività cinematografica e teatrale puntando da sempre alla qualità, in vece del non ancora disponibile “Millico”.
Attraverso laboratori di formazione, produzioni di spettacoli e l’utilizzo del salone della biblioteca comunale Luigi Marinelli Giovene come luogo di letture, laboratorio di scrittura, concerti e proiezioni cinematografiche, sarà costruito un percorso che rappresenta un trampolino di lancio verso l’apertura del teatro Millico e che non vuole così far trovare impreperata la città di Terlizzi che vuole presentarsi all’altezza del suo teatro del quale da troppo tempo in attesa, grazie appunto all’opera degli artisti, primi fra tutti i terlizzesi, da sempre ambasciatori di ottima cultura.
Entro due anni infatti tutto dovrà essere terminato per riconsegnare alla città il «gioiello» ritornato da pochi anni nelle mani del Comune.
Addirittura ospedale durante la seconda guerra mondiale, gli amministratori comunali dell’epoca non sfruttarono i fondi post-bellici per riportarlo al suo antico splendore, preferendo darlo in gestione ad un privato che lo trasformò in cinema (nel 1964).
Dopo anni di contenzioso, l’accordo con il gestore pose fine alla querelle giudiziaria, a cui seguirono però altre diatribe che vennero fuori sin dall’avvio dei lavori di ristrutturazione, che furono prima sospesi e poi ripresi, dopo i danni irreperabili subiti dalla struttura in seguito alla ristrutturazione post-bellica e l’”adeguamento” a cinema, per un Teatro nato sotto la buona stella e l’attenzione di Michele De Napoli.
L’artista terlizzese infatti, nel 1870, allora Sindaco del paese, fu il primo ad interessarsi in maniera decisa a consegnare a Terlizzi un teatro degno di tale nome, con un progetto a firma dell’architetto napoletano Castelli, che sostituisse la sala teatrale presso l’antico castello, inadatta ad ospitare il pubblico e situasse in maniera definitiva il teatro all’interno dell’edificio concepito in uno con il Palazzo di Città, su progetto dell’architetto Scodes (1836) e i cui lavori relativi solo al Palazzo di Città, con il definitivo trasferimento degli uffici e delle funzioni di rappresentanza, allora ubicati presso l’ex complesso dei Minori Osservanti, si conclusero nel 1845.
Nel 1878 invece, il teatro era finalmente perfettamente funzionante, “segnacolo di civiltà a cultura”, e si caratterizzava per la decorazione a stucco e la pitturazione del soffitto ad opera dellos cenografo napoletano Palmiotti ed il grande sipario, opera del Di Giacomo, raffigurante Ferdinando I d’Aragona a Terlizzi.
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