Ci sono riusciti: completamente inutilizzabili le biciclette della 167. Le foto.

Nico Andriani

Il definitivo atto vandalico nella notte tra sabato e domenica

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Ci troviamo anche stavolta a segnalare l’ultima scorribanda sulle biciclette a noleggio gratuito del servizio By Bike.
Un lavoro che, curato nei minimi dettagli, ha richiesto come minimo non meno di mezz’ora; estrema la cura nel tirar via il filo dei freni e le stesse manopole sui manubri, senza contare le luci divelte su entrambi i lati così come, sadica firma, anche i pedali (i campanelli invece sono state una delle prime vittime); quelle bici (e per ora fortunatamente quelle dislocate negli altri 3 siti sono tutte funzionanti, alcune con qualche acciacco) così sono diventate panchine sulle quali sostare la sera; tutto questo, quasi a consegnare all’incivile atto anche la parentesi tragicomica, a due passi dalla locale caserma dei carabinieri.
In più, non essendo ancora effettivamente di proprietà del Comune, le bici non possono essere riparate e quindi ora la rastrelliera risulta a tutti gli effetti (finalmente, visto l’accanimento costante) infunzionale.
Già troppe volte in passato abbiamo documentato, per foto e per articoli, atti di vandalismo forse fine a se stesso, e ora, dopo ciò che è successo nella notte tra sabato e domenica, l’ultima cosa che si potrebbe fare a questo strumento concepito come pubblico e perciò scambiato come bersaglio, come spesso accade a Terlizzi, è appiccargli solo un incendio. Isola ecologica docet.
Le foto presentate parlano da sole, così come i sospiri dei passanti in sosta vicino la fontana di chi vuol dire “Figuriamoci! Non è la prima volta che succedono cose del genere da queste parti!”.
Sono sospiri che possono voler dire anche una resa a un certo tipo di mentalità che si spera possa cancellarsi. Non sta a pedagoghi dell’ultim’ora (come il sottoscritto in questo momento), non sta ad altri; sta ai singoli provvedere però che ciò non avvenga.
Ora però, ci si chiede, si troverà il coraggio una volta tanto di lamentarsi con le giuste persone con le quali farlo, o meglio con un senso civico che manca in tantissimi? Le bici pubbliche sono forse il picco (e ha senso, ad esempio, puntare il dito sulla pista ciclabile per le bici rotte da coraggiosi sonosciuti?) di una pratica ormai molto ben collaudata.
Sempre nella stessa zona, è pratica usuale dei contadini quella di recarsi alle prime ore del mattino per riempire l’acqua nelle taniche per poi essere utilizzata per l’irrigazione, forse (o forse no) non si sa però che è fatto assoluto divieto di utilizzare l’acqua potabile per fini che non siano la potabilità stessa.
E quando si tratta di lamentarsi, forse, non siamo secondi a nessuno; se c’è l’acqua c’è spreco; se manca, la si lamenta (giustamente); altra nota dolens, il mercato ortofrutticolo di via Torino con ultimo annesso banco di vendita del pesce: frutta lasciata puntualmente per strada e ultime lamentale circa le stesse cassette della frutta vuote bruciate nel largo da poco lasciato libero dalle giostre; di queste cose è fatto assoluto divieto e già più volte la Polizia Municipale è intervenuta sanzionando e vigilando il regolare funzionamento dell’area; allo stesso modo gli ultimi arrivati, i pescivendoli, dotati di auto-market dove provvedere a tutte le operazioni, dalla pulizia allo sversamento dell’acqua, non mancano già varie volte di provvedere a tali operazioni all’aria aperta, con buona pace dei condomini dell’area che adesso si trovano anche a convivere con l’odore degli scarti del pesce; anche qui già non sono mancati gli interventi dei vigili.
Naturalmente però il senso civico non si impone con la forza perchè non fa che generare ulteriore avversione latente o manifesta alla norma, ma in qualche modo non si può più stare mani in mano.
Nell’attesa che il buon senso faccia il suo lavoro, spesso difficile a Terlizzi, facciamoci allora un applauso, anzi si facessero un applauso, visto che, riprendendo le foto, una bici rotta oltre che due risa tra gli amici genera fortunatamente prima di tutto sdegno in gran parte della cittadinanza.

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