Un incontro con un maestro dell’animazione: La città incantata
Il film del maestro Hayao Miyazaki il 26 agosto nell’ambito della rassegna di cinema per ragazzi omonima
In proiezione il 26 agosto il film d’animazione che ha dato il nome alla rassegna di cinema all’aperto per ragazzi “La città incantata”, inserita nel calendario di eventi dell’estate terlizzese.
Il film omonimo, firmato dal maestro anime (i cartoons giapponesi) Hayao Miyazaki, sarà proiettato nella consueta cornice del Chiostro dell’ex Seminario in Largo Pappagallo, alle ore 20,30.
Vincitore dell ‘Orso d’oro a Berlino 2002 (ex aequo con Bloody Sunday, il bellissimo film di Paul Greengrass sulla protesta pacifica finita nel sangue nel 1973 a Londonderry, con la polizia che sparò sulla folla causando 13 morti ed il conseguente colpevole tentativo da parte della corona inglese di nascondere la verità su quell’episodio, episodio che ha ispirato il toccante e famoso brano degli U2 Sunday Bloody Sunday, nel 1983), uno dei film più interessanti della cinematografia nipponica recente, che all’epoca aveva già incassato in patria 229 milioni di dollari ma che ha dovuto attendere la conquista dell’Oscar per il miglior film d’animazione prima di accedere ai nostri schermi.
Il film racconta la storia della decenne Chihiro, che cambia casa con la famiglia. Dopo aver attraversato un tunnel si trova in un mondo inaccessibile normalmente agli umani. E’ abitato da dei minori e da strani esseri. La bambina può rimanere solo se ubbidirà alla strega Yubaba e rinuncerà al proprio nome. Nel frattempo i suoi genitori sono stati trasformati in maiali e lei dovrà darsi da fare per salvarli.
Una favola che, pur tributaria dello spunto di Alice nel paese delle meraviglie, appare narrata e illustrata con estrema grazia dall’autore di La principessa Mononote. La piccola Chihiro che viene accompagnata dai genitori alla sua nuova scuola, ma che come Harry Potter si ritrova in un contesto tutto particolare. Attratti da una montagna di piatti prelibati, papà e mamma si strafogano trasformandosi in maiali, e Chihiro deve destreggiarsi da sola in un regno delle favole spartito fra due streghe. Ispirato alle divinità e alle magie della tradizione nipponica, il film è un incanto da cima a fondo. Una favola per bambini, ma non solo.
Hayao Miyazaki è uno dei maestri indiscussi dell’animazione nipponica e mondiale. Akira Kurosawa diceva di lui: "Talvolta lo paragonano a me. Mi dispiace per lui perché lo abbassano di livello." A questo successo, apice per una carriera cominciata con Lupin, Heidi e Anna dai capelli rossi, seguirà l’altra sorprendente lungometraggio Il castello errante di Howl, tratto da un libro di Diana Wynne Jones.
Meritatamente, nel 2005, il Festival di Venezia gli dona il Leone d’Oro alla carriera, ma i premi che costellano la sua carriera sono infiniti per il padre di un’animazione che, nel momento dell’impatto con lo spettatore, è violenta, imperiosa, drammatica, straordinaria e singolare, estremamente rifinita su più livelli che non si contrappongono mai, ma sono evoluzioni sempre più complesse, il cui unico scopo è quello di esprimere combinazioni e sfaccettature. La rivincita di una natura selvaggia e incontaminata, l’assenza dei cattivi di turno, l’approfondimento psicologico dei personaggi, la sublime tecnica realizzativa, l’abilità nell’alternare scene melanconiche a momenti leggeri e divertenti, ne fanno un maestro tanto eccelso da essere immortale.
Miyazaki va oltre le storie della nostra epoca e, con il suo pessimismo, ci mostra la realtà che "forse" sarà.
A differenza di Walt Disney, le storie di Miyazaki si dipanano lentamente fra realtà dell’immagine e metafore, offrendo fenomenali panoramiche sui paesaggi. I suoi personaggi sono rubati al sogno e la fantasia, che ben si sposa con le musiche del grande autore Joe Hirashi, si sbizzarrisce raggiungendo vette di qualità intoccabili per un film d’animazione. Attuale, lontano dalle facili ideologie, antimilitarista, raffinato, melodrammatico e sentimentale, grande intrattenitore di tutti, sociale, anche noi occidentali abbiamo avuto il privilegio di conoscerlo, di celebrarlo, di applaudirlo e di dedicargli tributi, collocando fra le più grandi personalità dell’animazione del pianeta. Segno di gratitudine per un personaggio che ha la consapevolezza di essere uno dei registi più amati del globo, con attorno e addosso una tale onda di affetto e riconoscenza che a pochi è stata concessa di ricevere.
Le ragioni stanno nella sua semplicità e nella chiarezza delle sue fiabe che sono coinvolgenti, emozionanti struggenti in certi momenti. In esse troviamo tutte le tematiche a lui più care: dai temi naturalistici e ambientalisti, alla critica al progresso senza freni, passando per il pacifismo più tenace e convinto. Ciò che lui racconta colpisce l’emotività e non la razionalità delle persone.
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