Da domenica il via alla raccolta firme “Salva l’Italia”
Campagna in previsione della manifestazione nazionale indetta dal PD nazionale il 25 ottobre
Riceviamo e pubblichiamo un comunicato stampa a firma della locale sezione del PD sulla raccolta firme per aderire alla campagna nazionale Salva l’Italia:
Il Partito Democratico di Terlizzi da domenica 21 settembre aderisce con un gazebo alla raccolta firme per la campagna Salva l’Italia, in previsione della grande manifestazione nazionale indetta dal PD nazionale il 25 ottobre per manifestare contro il governo Berlusconi; la raccolta delle firme avverrà ogni sera nella sede del partito in Corso Vittorio Emanuele angolo via Sarcone.
Venerdì 26 settembre sarà a Terlizzi il segretario regionale Michele Emiliano presso il Chiostro delle Clarisse alle ore 19,30 per parlare di federalismo in Puglia; previsti anche gli interventi del segretario cittadino del PD, Mario de Leo, e del Sindaco di Terlizzi, Vincenzo di Tria.
Nel partito si confrontano i 6 gruppi di lavoro costituiti per ciascuna delle aree tematiche (sicurezza, politiche sociali, politiche giovanili, territorio e ambiente, sviluppo economico, scuola e cultura), aperto alla partecipazione non solo degli iscritti al PD, ma anche ai simpatizzanti e a tutti i membri della società civile che sono vicini ai principi del partito.
L’esito della trattativa Alitalia non ha fatto altro che confermare una linea politica di governo tesa a scelte finto-populistiche, sorretto dalla grande macchina del consenso mediatica sui telegiornali e i giornali che fanno capo direttamente ai vertici del PdL,una trattativa che garantiva gli interessi di pochi imprenditori dal fiuto per gli affari facili e non tutelava invece i lavoratori e i cittadini italiani, scaricando su di loro gli oneri di una bad company e dei debiti accumulati dalla compagnia di bandiera italiana nel corso degli anni.
A questo si aggiunge uno stesso piano di voli che declassava gran parte degli aeroporti italiani, tranne Malpensa, destinando anche agli aeroporti pugliesi un ruolo di terzo piano e di fatto creando una frattura reale ancora più grave rispetto a quella già paventata e avvertita in campagna elettorale con la questione del federalismo fiscale che avrebbe dato garanzie anche al sud ma che in realtà tutela solo il Nord e lì ne sposta il baricentro economico del paese (un nord che vuole puntare ad essere autoctono "etnicamente", come quando si è assistiti alla una nuova campagna a firma Lega anche contro i maestri "meridionali" nell’ultimo dibattito sulla scuola, riprendendo temi cari alla Lega del celodurismo degli anni ’80, e che ha portato alla disposizione del maestro unico alle elementari, contribuendo nel 2009 a lasciare per strada migliaia di docenti di ruolo e laureati in graduatoria).
Solo alcuni dei primi dati di un governo agli inizi e che continua a incensarsi solo a parole di essere un baluardo di libertà e a nascondersi dietro vuoti slogan di continua campagna elettorale, scaricando "sulla sinistra" le sue gravi carenze organizzative, appellandosi ad un senso di "responsabilità", che manca a loro in primis (dopo che anche lo stesso Fini ha provato a porre una pietra tombale sulla questione delle ideologie del passato, appellando alla "destra", i suoi stessi sostenitori, di abbracciare i valori dell’antifascismo così come invitato dal capo dello Stato dopo le gravi affermazioni del Ministro degli Interni La Russa sui repubblichini di Salò proprio l’8 settembre, scelta platealmente non accolta però dalla base e che dimostra la deriva di un paese sempre più "a destra" nei fatti).
Una coalizione che perde il proprio tempo su giornali e televisioni in beghe di alti valori morali sulla giustizia in questo paese (problemi che riguardano essenzialmente un solo nome) e si prepara così ad una nuova ondata di leggi ad personam, pretestuosamente come sempre, un partito che cambia il pelo con scelte di marketing vuote di senso, ma non il vizio, parlando di risultati e successi ("un mattone di risultati" così come presentato all’inaugurazione della Fiera del Levante, ma che nessuna ha però avuto modo di leggere) di fronte ad un paese sempre più in crisi che grava sui cittadini, che invece continuano a veder perdere di giorno in giorno il costo del denaro con un PIL praticamente fermo. Salviamo l’Italia.
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