Apnea (di suoni e visioni)
Spettacolo teatrale in scena in Largo Galiani giovedì 25 settembre
Giovedi 25 settembre 2008 alle ore 21, in Largo Galiani (la difesa, nelle vicinanze della Cattedrale), sarà portato in scena lo spettacolo teatrale Apnea (di suoni e visioni),di e con Michele Altamura, con il sound design di Dario Tatoli, che chiude definitivamente il ricco cartellone di eventi dell’estate 2008 (insieme al concerto dei Floydians in Largo Lago Dentro la sera del 28settembre).
I due giovani terlizzesi portano in scena una specie di doppia sfida: quella alla convinzione, quasi il clichè che a Terlizzi sia difficile svolgere attività di qualsiasi tipo per giovani ragazzi che vogliono mettersi in gioco, e quella all’incomunicabilità dei nostri giorni.
Lo spettacolo nasce quasi da una triste presa di coscienza camminando per le strade di Terlizzi, al ritorno da un’altra realtà: “i ragazzi tante volte non parlano quasi più tra di loro, escono in gruppi di persone quasi per fare in modo di non parlare tra loro, e più sono e più hanno la possibilità di non farlo”, confessa Michele Altamura, attualmente studente presso la Civica Accademia d’Arte Drammatica “Nico Pepe” di Udine, diretta da Claudio de Maglio, da anni impegnato in attività teatrali, con la frequenza anche di uno stage presso la LAMDA (London Academy of Music and Dramatic Arts) di Londra e la partecipazione al “Festival Castel dei Mondi” di Andria nel 2007 per lo spettacolo “Metamorphel”.
Lo spettacolo si articola in tre fasi per un totale di mezz’ora, uno spettacolo completamente gratuito e che sarà riportato in replica alle 22, e, anche se parla di una condizione forse giovanile o comunque under30, si presenta come adatto ad ogni tipo di pubblico, una specie di viaggio personale dove ognuno può entrare in contatto con una propria visione e una propria ricezione dello spettacolo.
3monologhi che trattano dell’educazione che fa parte della crescita di una persona che spesso in alcune situazioni ci si ritrova a mettere in gioco, della difficoltà di rientrare nelle dinamiche comunicative di una realtà dalla quale ci si è staccati e nella quale si ritorna ed infine “della speranza di ritrovarsi e di riconoscersi in una nuova serenità”.
Anche la musica ha una sua importanza e, partendo dalle stesse tematiche dei monologhi, si sviluppa quasi come una vita autonoma all’interno dello spettacolo, sfatando anche la convinzione che la musica sia un espediente di “sottofondo” del palcoscenico.
“Ho cercato di capire di cosa si stesse parlando provando a tradurre le sensazioni con chitarre, synth e laptop, riprendendo sonorità shoegaze con un leggero tocco di elettronica”, afferma Dario, in passato frontman del gruppo dei Never the Same e ora trapiantato a Roma dove studia proprio sound design presso l’ “Istituto Europeo di Design” di Roma, dove svolge per l’appunto attività di sound design come nell’ultimo suo lavoro, la colonna sonora del cortometraggio animato “Amiina”, prodotto da Digital Bath, “penso che la musica contribuisca a lanciare lo spettatore nella stessa direzione delle emozioni dello spettacolo. Testo e musica sono come un’unica coesione, non sono due parti staccate dello spettacolo, il testo è unito alla musica e viceversa”.
Lo spettacolo, lungi dall’essere in alcun modo moralista, è un modo di lanciare una provocazione e una speranza, non si presenta come assoluto, ma come un viaggio singolo e personale per ognuno degli spettatori, un modo per presentare, nella maniera velata dei messaggi pronti ad essere recepiti nel corso del monologo, le stesse immense potenzialità nascoste che ha Terlizzi, a partire dagli ambiti culturali per finire alla schiera di laureati, professionisti e tecnici di altissimo livello che questa città vanta ma che purtroppo spesso lascia andare via altrove.
"Il respiro della mattina continuo a dimenticarmi l’odore della calda aria d’estate vivo in una città dove non sento gli odori ma devo stare attento alle fessure nei marciapiedi sopra di me girano gli alieni e fanno i loro video, da far vedere agli amici, di tutte queste strane creature che imprigionano il loro spirito scavano buchi dentro se stessi e vivono dei loro segreti sono tutti così tesi vorrei che scendessero in un viottolo di campagna a notte fonda mentre sto guidando mi portassero sulla loro nave meravigliosa e mi facessero vedere il mondo come mi piacerebbe vederlo ne parlerei ai miei amici ma non ci crederebbero mai penserebbero che ho finalmente dato di testa mostrerei loro le stelle e il senso della vita mi farebbero internare ma starei bene sono solo tanto teso."
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