Riforma Gelmini: riformare fa rima con tagliare?
Studenti in piazza a Bari. Non sono mancati i terlizzesi.
La stazione Bari – Nord di Terlizzi affollata da tanti ‘giovanissimi’. Il treno stracolmo di ragazzi di scuole superiori che strillano e fanno cori. Bandiere, slogan e striscioni in piazza a Bari, in un allegro corteo di ragazzi che, partiti da piazza Umberto, son giunti in Piazza prefettura a far sentire la loro voce e la loro musica.
Venerdì scorso a Bari, come a Torino, Roma, Bologna, Firenze, Padova, Venezia, Palermo – quasi 100 città, per 300 mila manifestanti – nelle strade a fare eco tra palazzi e balconi sono le novità della riforma del Ministro della Pubblica Istruzione Gelmini che, tagliando quasi 8 miliardi di euro di finanziamento alla scuola pubblica italiana, riporta il maestro unico alle elementari, il voto in condotta, riduce il ‘tempo pieno’, abbassa l’età della scuola dell’obbligo a 14 anni, lascia inoccupati circa 130 mila persone tra docenti (87 mila) e personale scolastico (44 mila).
I cortei organizzati dall’Associazione “Udu” – Unione degli Universitari – hanno avuto come motto: "Non è che l’inizio” – alludendo all’inizio di un percorso di contestazione e discussione di questa nuova riforma del mondo scolastico, partendo proprio dalle idee e dalle proposte dei giovani studenti. A Bari sono affluite scolaresche da diversi comuni di tutta la provincia, come anche da Terlizzi, da cui è partita una nutrita “rappresentanza” di studenti.
Abbiamo ascoltato i responsabili dell’Associazione Udu di Bari: Marco Zito – Componente Esecutivo Udu, Responsabile Didattica e Università e Daniele Dimitri – Componente Uds – Unione per gli Studenti, Responsabile Scuola.
Quanti sono stati i partecipanti alla manifestazione di venerdì scorso 10 ottobre?
Non abbiamo idea, ma abbiamo riscontrato una discreta rappresentanza di diversi comuni della provincia come Terlizzi, Noci, Giovinazzo, Ruvo, Corato, per non parlare della corposa presenza di studenti di Bari. Stimiamo una ventina di scolaresche.
Contro cosa protestate?
[Zito:] Contro il Decreto Gelmini, contro i tagli all’Università italiana e contro le modalità con cui tali tagli verranno applicati – non cioè con una apposita legge sistema ma con un semplice decreto legge su cui è stata posta la Fiducia, esautorando di fatto le Camere dalla possibilità di poterci creare attorno un adeguato dibattito parlamentare. Questi tagli – 435 mln di euro in tre anni – porteranno all’aumento delle tasse, con l’abbassamento del livello dei servizi allo studente; ci saranno meno docenti e meno servizi. A proposito dei docenti si parla addirittura di un turn over, con un nuovo assunto ogni 5 pensionati.
[Dimitri:] Contro il maestro unico, contro gli 8 milioni di euro in meno e 150 mila unità di personale docente e non in meno. No all’abbassamento dell’obbligo scolastico a 14 anni; no alla possibilità dell’’avviamento professionale’ già a 14 anni in quanto così si abbassa il livello d’istruzione del paese. No al voto di condotta, che è un ritorno al passato: sembra essere uno strumento per combattere il bullismo, ma potrebbe essere un deterrente per ricattare gli alunni. No al ‘ddl Aprea’ che prevede di privatizzare le scuole, con un consiglio d’amministrazione al posto dei Consigli d’Istituto cui sarà affidata la discrezione di concedere la rappresentanza studentesca all’interno della scuola stessa.
Quale è secondo voi lo scopo della riforma?
E’ una riforma motivata soprattutto da ragioni economiche che cerca di smantellare la scuola pubblica a favore della scuola privata, dissuadendo così le famiglie a preferire la seconda alla prima. Siamo a favore di un’università e una scuola pubblica, contro la privatizzazione che lega la didattica al profitto. “L’istruzione è pubblica” – (Costituzione Italiana).
Come vi state muovendo come associazione studentesca?
Facendo assemblee studentesche con docenti; abbiamo inoltre notato una sensibilità anche da parte dei Presidi di Facoltà. Questi incontri ‘bilaterali’ nascono dal voler informare e sensibilizzare, consultando e confrontandosi anche con l’autorevole parere dei docenti universitari, evitando allo stesso tempo il pericolo di essere demonizzati e strumentalizzati dalla politica berlusconiana.
Temete quindi di essere strumentalizzati?
E’ piuttosto probabile ma anche se la nostra associazione è orientata politicamente – perché puntiamo al sociale – siamo slegati da legami partitici. Crediamo invece che il Ministro Gelmini utilizzi questa tattica per distrarre l’attenzione dai veri problemi della scuola italiana.
Cosa volete?
[Zito:] Più soldi e più fondi per l’Università e per la Ricerca. Speriamo principalmente in un accantonamento di questa riforma.
[Dimitri:] L’accesso dello studente all’istruzione deve essere gratuito; sarebbe utile aiutare le famiglie nell’acquisto dei testi scolastici, cercando più in generale di supportarle nelle spese per tutto il materiale didattico necessario al percorso formativo dello studente. Speriamo di essere ascoltati: questo è solo l’inizio di questa protesta. Continueremo a manifestare.
“La scuola è aperta a tutti. L’istruzione inferiore, impartita per almeno otto anni, è obbligatoria e gratuita. I capaci e meritevoli, anche se privi di mezzi, hanno diritto di raggiungere i gradi più alti degli studi. La Repubblica rende effettivo questo diritto con borse di studio, assegni alle famiglie e altre provvidenze, che devono essere attribuite per concorso. ” – art 34 Cost.
Foto di Aleksandar Dobrohotov e Simone Hardin
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