Corteo di protesta contro i ddl 137 e 133. Oggi manifestazione nazionale e a Bari. Le foto.

Nico Andriani

Una manifestazione nata grazie all’impegno dei ragazzi del Liceo Classico “Sylos” in collaborazione con la “Rete cittadina per la Difesa della Scuola Pubblica”.

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Tanti i volti che hanno sfilato per le strade principali di Terlizzi ieri mattina, un’aria di festa e di protesta per il “Corteo contro i ddl 137 e 133”.
Una manifestazione nata grazie all’impegno dei ragazzi del Liceo Classico “Sylos” in collaborazione con la “Rete cittadina per la Difesa della Scuola Pubblica”.
Massiccia la partecipazione delle altre scuole terlizzesi come il Liceo Statale “Fiore” e l’Istituto Professionale di Stato “De Gemmis”, insieme a quella del Liceo Scientifico Statale “Orazio Tedone” di Ruvo di Puglia. Presenti anche alcuni ragazzi della scuole media e alcuni universitari.
Nel mezzo della manifestazione arriva l’annuncio del Dl Gelmini passato come da copione in Senato, una notizia attesa ma che forse si sperava non arrivasse, che ci fosse una “grazia” dell’ultimo minuto da film giudiziari.
La mannaia Gelmini invece si è abbattuta e ha infuso però ancora più determinazione per una serie di iniziative future che già oggi prevedono il grande sciopero nazionale (e per il quale in segno di solidarietà l’autorevole Corriere della Sera non uscirà in edicola) a Roma, mentre anche Bari si prepara a manifestare alle ore 9.30 con il grande raduno di Piazza Umberto I.
Fino ad oggi si sono susseguiti numeri e i sondaggi, troppi di parte, che parlano di proteste di minoranze politicizzate e di ragazzi che non vogliono studiare, mentre come Terlizzi stessa ha provato, l’ “orda” è spontanea e non ha colore (cosa c’è di politico nell’anti-protesta è sotto gli occhi di tutti per quei pochi sprazzi di informazione che vengono lasciati, violenta come gli scontri in Piazza Navona scatenati dal Blocco Studentesco di Forza Nuova) e attraversa tutte le categorie del mondo scolastico, e tutte le età, ancora di più sfila la consapevolezza per il danno peggiore di tutta la riforma: il futuro, quello dei futuri liceali e dei futuri universitari, quello degli stessi precari dell’università.
Così in tantissimi sono sfilati scortati dalle forze dell’ordine, e da tutti gli istituti superiori dei paesi principalmente interessati dal pendolarismo scolastico della zona: Ruvo, Corato che insieme a Terlizzi si sono ritrovati in corteo a gridare la propria protesta; c’è chi rivendica di non voler approdare alla “scuola della fame” e il turnover degli insegnanti nei licei, c’è che si preoccupa per i tagli che riguarderanno l’università nella quale approderà e che sarà un’istituzione privata, ci sono genitori che si chiedono cosa sarà il futuro per un figlio ancora piccolo in un sistema che per mascherare il termine "taglio" (visto che il dl Gelmini non è che un decreto all’interno della finanziaria e non ha la minima velleità di presentarsi come una riforma del sistema scolastico), ha riciclato la parola "riforma".
Abbiamo gà analizzato giorni fa le peculiarità della riforma che erano state discusse dalla “Rete cittadina per la protezione della scuola pubbblica” e le ragioni della protesta che sono state riprese dai cori; ora si riparte per le prossime iniziative.
La riforma sarà attuata dall’anno prossimo e quindi manifestare è un forte segno per continuare a reagire al danno subito oggi, contro il quale il corteo si è presentato, come affermato dalla “Rete”, come “un modo di contrastare la riforma della scuola e della società stessa, la riforma della libertà in Italia. Abbiamo cercato di coinvolgere tutti gli attori del sistema scolastico, studenti, genitori, docenti, personale ATA ed istituzioni, il cui sostegno, insieme a quello delle forze dell’ordine, è stata la riprova di una comunità sensibile che ha raccolto all’interno della propria città una manifestazione allegra, pacifica e democratica, in un grande momento di sensibilizzazione”.

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