Sciopero Nazionale a Roma: un milione in piazza. Le cifre e le riflessioni. Foto.

Nicolò Marino Ceci

57% di scuole chiuse in tutta Italia. 5000 gli aderenti dalla provincia di Bari. Vendola ha incontrato i sindacati.

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“Una manifestazione oltre ogni aspettativa. Basti pensare che ci aspettavamo 300 mila insegnanti in sciopero quando invece, rispetto alle segnalazioni ricevute, stimiamo abbiano scioperato in 500 mila circa. Non ci sono precedenti per uno sciopero di questa entità” – ha dichiarato Attilio D’Ercole, Responsabile Regionale Cisl Scuola, che abbiamo ascoltato a proposito dello Sciopero generale della scuola tenutosi il 30 ottobre scorso a Roma – organizzato da Flc Cgil, Cisl Scuola, Uil Scuola, Snals Confsal, Gilda Unams.
“La cosa che più ha colpito è che anche quando – alle 13 – la manifestazione era già conclusa in Piazza della Repubblica continuava ad affluire gente. Una fiumana di gente per due cortei di protesta: uno, giunto come da programma alle 11,30 in Piazza del Popolo e l’altro, giunto in ritardo a causa di un ingorgo di pullman sul raccordo anulare. Le persone sono scese dai pullman e hanno raggiunto a piedi Anagnina, da dove hanno poi preso la metropolitana”. Nel corso della mattinata ha sfilato perfino un terzo corteo – di soli studenti universitari – che dall’Università “La Sapienza” ha raggiunto in corteo il Ministero dell’Istruzione stazionando lì tutta la giornata per poi tornare nell’Università occupata.
A proposito delle cifre dell’adesione dalla Puglia, D’Ercole parla di “10 mila manifestanti giunti a Roma con i pullman messi a disposizione dalle cinque sigle sindacali per 80 pullman circa a cui bisogna aggiungere tutti quei cittadini che hanno deciso di muoversi autonomamente con treni, pullman autogestiti e automobili”.
Nello scenario pugliese la provincia di Bari spicca per attivismo:”50 pullman per una stima complessiva di 4 – 5 mila manifestanti, molti dei quali sono giunti nella capitale con mezzi altri” – ha aggiunto Nicola Vallarelli, Responsabile Cisl Scuola di Terlizzi.
Come sempre in questi casi guerre di cifre tra questura e forze politiche ma il dato più veritiero e suggestivo che si può cogliere è che la mobilitazione è stata imponente, con un adesione che ha portato alla chiusura del 90% circa di tutte le scuole italiane per oltre 800 mila manifestanti – tra insegnanti, genitori con bambini, studenti di tutte le scuole di ogni ordine e grado, tutti mescolati in un denso grumo fluido di bandiere, colori, palloni, cartelli e striscioni.
Nelle parole di D’Ercole lo spirito dell’evento:”questa grande mobilitazione dimostra ancora una volta che la scuola è un argomento molto delicato e complesso che necessita di maggiore attenzione e approfondimento” – alludendo probabilmente ad una riforma sviluppata in maniera ‘affrettata’, senza un serio dibattito e una rilevante concertazione alle spalle.
Infine martedì 4 novembre alle 9,30 i Responsabili Dipartimenti ‘Scuola’ delle cinque Confederazioni Sindacali sono stati ricevuti dal Presidente della Regione Nichi Vendola per realizzare un esame congiunto della riforma con un occhio alle imminenti conseguente che questa avrà sul mondo scuola pugliese – in particolare riguardo al ridimensionamento delle strutture scolastiche nei piccoli comuni.
Secondo D’Ercole infatti la Puglia “è una delle regioni più penalizzato dal decreto Gelmini”. Non è però finita qui: alle ore 11 si è tenuto inoltre un Consiglio Regionale monotematico per approvare un ordine del giorno contro i ddl 133 e 137, come è stato fatto anche nello scorso Consiglio Comunale del 28 ottobre scorso qui a Terlizzi.

“Resistere, resistere, resistere”

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