Circolo La Ginestra: no secco all’ecomostro. Il progetto va sottoposto a V.I.A.
Osservazioni alla delibera di approvazione del progetto del cavalcavia
In merito alla Delibera di Consiglio Comunale del 29 ottobre 2008 con la quale si è approvato il progetto preliminare del sovrapasso ferroviario sul viale del Lilium a Terlizzi, il Circolo politico-culturale La Ginestra, come consentito dalla Legge, ha presentato al Sindaco e al Dirigente Settore Servizi Tecnici le proprie osservazioni, redatte con il contributo tecnico dell’ing. Michelangelo Guastamacchia (vicecoordinatore) e dell’ing. Biagio Minutillo (componente direttivo).
Esse sono state inviate, per opportuna conoscenza, anche agli Assessorati all’Assetto del Territorio e alle Opere Pubbliche della Regione Puglia e all’Autorità di Bacino della Puglia.
Queste le osservazioni presentate.
OGGETTO: Riapprovazione del progetto preliminare per la realizzazione di un sovrapasso ferroviario per la soppressione del passaggio a livello posto al km 30+637,57 della linea ferroviaria Bari Nord (Bari-Barletta) in viale dei Lilium. Approvazione di variante al PRG.
OSSERVAZIONI
Con riferimento al progetto preliminare in oggetto, lo scrivente Circolo politico-culturale “La Ginestra”, in qualità di circolo la cui azione è costantemente ispirata ai principi dello sviluppo sostenibile e della protezione dell’ambiente, rappresenta di seguito le sue osservazioni:
Ai sensi dell’art. 93, comma 3, del D.Lgs. 163/06 (Codice dei Contratti pubblici di lavori, servizi e forniture), così come ribadito dall’art. 19 del D.P.R. 554/99 (Regolamento sui lavori pubblici), “il progetto preliminare definisce le caratteristiche qualitative e funzionali dei lavori … e consiste in una relazione illustrativa delle ragioni della scelta della soluzione prospettata in base alla valutazione delle eventuali soluzioni possibili, ….”
Per quanto sopra premesso, si chiede di giustificare per quale motivo nella relazione tecnica generale del progetto preliminare non sono state messe in evidenza altre soluzioni progettuali alternative, che a parere dello scrivente, sarebbero potute risultare di minore impatto ambientale (vedi sottopasso ferroviario).
E’ opportuno ricordare che in altre situazioni del tutto simili di eliminazione di passaggi a livello (vedi Bitonto), lo stesso soggetto attuatore (Ferrotranviaria S.p.A.) ha optato senza alcun indugio per la realizzazione di sottopassi ferroviari e non già per sovrapassi come ha inteso proporre per il Comune di Terlizzi.
Inoltre, l’art. 18, comma 1, del D.P.R. 554/99 (Regolamento sui lavori pubblici) prevede espressamente che il progetto preliminare di un’opera pubblica sia dotato degli elaborati di cui a seguire, che invece non compaiono tra quelli che compongono il progetto preliminare dell’opera in oggetto:
– studio di prefattibilità ambientale;
– prime indicazioni e disposizioni per la stesura dei piani di sicurezza.
Si chiede, pertanto, di giustificare tali carenze progettuali.
Da un primo esame del profilo longitudinale dell’opera appare evidente l’esistenza di forti pendenze sia nel tratto ascendente che soprattutto nel tratto discendente procedendo nella direzione Ruvo-Mariotto.
A tal proposito si chiede se nella progettazione dell’asse stradale è stato rispettato quanto previsto dal Decreto del Ministero delle Infrastrutture e Trasporti del 5 Novembre 2001 “Norme funzionali e geometriche per la costruzione delle strade” (c. d. Decreto Lunardi).
Si ricorda che il suddetto decreto, per le strade di tipo “E” (Urbana di quartiere), come quella progettata, prescrive una pendenza massima pari all’ 8%.
La possibilità di incrementarla di una sola unità (e quindi sino ad un massimo del 9%), così come è stato fatto nel progetto in questione, è consentita dal suddetto Decreto Lunardi solo “qualora, da una verifica da effettuare di volta in volta, risulti che lo sviluppo della livelletta sia tale da non penalizzare eccessivamente la circolazione, in termini di riduzione della velocità e della qualità del deflusso”.
In questo caso, considerando che il sovrapasso ferroviario da realizzare è comunque inserito in un tratto di Estramurale e come tale, per definizione, fortemente percorso da mezzi pesanti e articolati, a parere dello scrivente, non si può pensare di aumentare sino al 9% la pendenza altimetrica senza creare grossi disagi alla qualità del deflusso veicolare e soprattutto alla sicurezza stradale.
Non solo ma, a proposito di sicurezza, suscita forti perplessità la scelta tecnica – progettuale di un asse stradale, in forte pendenza come già detto, che nel tratto discendente verso Mariotto assume un andamento quasi perpendicolare al muro di cinta del Laterificio Pugliese, con il rischio di collisioni con il muro stesso anche a velocità sostenute, indipendentemente da quella che potrebbe essere la segnaletica imposta (limiti di velocità o altro divieto) che molto spesso non viene rispettata dall’utenza stradale.
La sezione tipo del sovrapasso prevede due marciapiedi con larghezza di m 1,50 ciascuno che saranno a servizio dei pedoni.
Si chiede se in questa soluzione progettuale si è tenuto conto che il sovrapasso ferroviario, con le sue elevate pendenze altimetriche, giornalmente sarà percorso da persone anziane, eventualmente anche con problemi di deambulazione, dirette verso il vicino cimitero comunale.
E’ questo un “sano” esempio di “progettazione sociale”a cui dovrebbe sempre tendere la realizzazione di un’ opera pubblica?
Lo Studio di prefattibilità ambientale, non effettuato dal progettista dell’opera, è da ritenersi un elaborato di notevole importanza ed imprescindibile soprattutto considerando che l’area nella quale si intende realizzare il sovrapasso lambisce una vasta porzione di territorio tipizzata come area ad alta pericolosità idraulica (AP), nonché area ad elevata classe di rischio (R4), dal vigente Piano di Bacino Stralcio per l’Assetto Idrogeologico (PAI) redatto dall’Autorità di Bacino della Puglia, il quale Piano ha il fine di migliorare le condizioni di regime idraulico onde ridurre gli attuali livelli di pericolosità e di consentire uno sviluppo sostenibile del territorio nel rispetto degli assetti naturali, della loro tendenza evolutiva e delle potenzialità d’uso.
Si fa notare come l’area ad alta pericolosità idraulica ha inizio a soli m. 50 circa dal punto di intersezione della rampa discendente del sovrapasso in progetto con il viale del Lilium. Tale area risulta inoltre già notevolmente ed irrimediabilmente compromessa dalla presenza dall’opificio Laterificio Pugliese e del sottopasso ferroviario di Via Mazzini, e dalla esecuzione di diversi interventi antropici nel sottosuolo, che hanno di fatto alterato i naturali deflussi idrici superficiali e sotterranei, soprattutto in occasione di piogge.
Alla luce dei ripetuti fenomeni di allagamento che si verificano in quella zona in occasione di importanti fenomeni meteorici (vedi il sottopasso ferroviario di Via Mazzini) e delle caratteristiche dell’opera che si intende realizzare, si ritiene necessaria l’acquisizione del parere vincolante dell’Autorità di Bacino (art. 4, c.5 delle Norme Tecniche di Attuazione del PAI).
Difatti, le acque piovane che defluiranno dalle scarpate del rilevato in terra e dalla rampa discendente del sovrapasso ferroviario, invaderanno con molta probabilità il viale del Lilium confluendo inevitabilmente – dati l’orografia del territorio, la regimentazione delle acque ad opera dei muri di recinzione dello stabilimento Laterificio Pugliese sia a nord che a sud del viale e l’impermeabilità del manto stradale – nel sottopasso di Via Mazzini, ubicato nel cuore dell’area ad alta pericolosità idraulica, mettendo seriamente a rischio la pubblica incolumità di cose e persone come successo solo pochi mesi or sono.
Ciò si scontra palesemente con l’obiettivo primario del PAI che è quello di ridurre la pericolosità nelle aree ad alta pericolosità idraulica (art. 17 delle Norme Tecniche di Attuazione). La realizzazione del sovrappasso, invece, la incrementerebbe.
Si chiede, pertanto, che il progetto preliminare venga integrato con una sezione contenente tutti gli elementi atti a dimostrare la coerenza con gli obiettivi del PAI e che sia prodotto uno studio di compatibilità idrologica ed idraulica che ne analizzi compiutamente gli effetti sul regime idraulico a monte e a valle dell’area interessata dall’intervento, così come imposto dal PAI quando si intendono realizzare infrastrutture in aree ad alta pericolosità idraulica (art. 7 delle Norme Tecniche di Attuazione). Si chiede altresì, come anzidetto, che venga richiesto il parere vincolante dell’Autorità di Bacino.
La Legge Regionale 12 aprile 2001, n.11 (Norme sulla valutazione dell’impatto ambientale) all’Allegato B, elenco B.3, enumera le opere per le quali è obbligatoriamente richiesta la verifica di assoggettabilità a Valutazione di Impatto Ambientale (VIA) di competenza comunale. Tra esse vi sono i progetti di riassetto urbano (punto B.3.c.) fra i quali è annoverabile il sovrapasso ferroviario di Viale del Lilium.
Si chiede, pertanto, ai sensi dell’art. 5, comma 3, della L.R. 11/2001, e alla luce delle considerazioni esposte al punto precedente in merito all’elevato rischio idraulico ed idrogeologico della zona, essendo difatti l’impatto ambientale definito come “l’insieme degli effetti, diretti e indiretti, a breve e a lungo termine, permanenti e temporanei, singoli e cumulativi, … che … progetti di opere o interventi, pubblici e privati, hanno sull’ambiente…” (art. 2, c.1 L.R. 11/2001), che venga posta in essere la procedura di verifica di assoggettabilità a VIA di cui all’art. 16 della stessa legge.
Il Coordinamento “La Ginestra”
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