In consiglio comunale torna a tenere banco il caso dei consiglieri Grassi e Ceci

Nico Andriani

La seduta del 28 novembre si apre con la “sospensione della fiducia” per problemi interni al partito

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Il consiglio comunale riprenderà il 12 dicembre da una questione attesa in tutta la prima convocazione; la questione 167, argomento richiesto dai Consiglieri Vitagliano, De Manna, Tesoro, Gemmato, Caldarola e De Chirico Michelangelo, sarà sicuramente l’argomento di punta della sessione, vista la presenza di molti cittadini nella sala consiliare già il 28 per la discussione di tale punto.
Ciò che ha tenuto banco infatti nella seduta del 28 novembre, ben oltre il nervosismo sulla discussione e l’approvazione del Bilancio di Previsione 2008 (201.000euro, minori entrate bilanciate con minori spese, le prime dovute ai mancati trasferimenti dal Governo centrale, all’esclusione delle entrate dei box non assegnati nel Nuvo Mercato dei Fiori e della Farmacia Comunale non ancora assegnata nonché di 1.345.000euro volati via con l’abolizione dell’I.C.I. sulla prima casa, le seconde indirizzate all’incremento dell’assistenza agli indigenti per il Natale, fondi per le festività natalizie e l’imminente riapertura della Pinacoteca, oltre ai 2milioni circa di euro già impegnati con l’avanzo di amministrazione per la bitumazione delle strade e interventi in Largo Lago Dentro e sulla pubblica illuminazione) e sulla riapprovazione del progetto preliminare per la realizzazione del sottopasso (dopo che si è riapprovato il sovrappasso nella scorsa seduta) per la soppressione del passaggio a livello in Viale Lilium con la relativa approvazione di variante al P.R.G, è stato l’intervento del consigliere Grassi in apertura, visibilmente teso per ciò che stava per dire, che ha riaperto la questione interna al PD terlizzese, dopo che si era manifestata già nel primo consiglio comunale.
“Dopo aver cercato invano il dialogo, sospendo la fiducia e al Consiglio Comunale per 6 mesi (insieme al consigliere Ceci, ndr), nella consapevolezza che le cose possono cambiare e in meglio, senza alcuno spunto polemico mentre ci rimettiamo algi organi superiori di partito”.
Parole sibilline che non lasciano trapelare le precise ragioni di una tale decisione anche se si trascinano dall’inizio dell’Amministrazione, e che spostano l’asse della politica locale in consiglio comunale da un ambito privato (il partito) ad un ambito pubblico (il consiglio), cosa rimproverata anche da altri consiglieri della stessa maggioranza (come De Chirico dell’IdV, De Palma e Malerba di Rifondazione Comunista e Verdi, che richiedono un approfondimento all’interno della maggioranza e sottolineano come il punto sia il collante di strategia su un progetto di città da seguire mentre si appellano alla risoluzione dei problemi seri del paese, come la crisi olivicola, piuttosto che dei problemi personali) a cui Grassi ha risposto stizzito (“avrei preferito si fossero evitate lezioni di maestria politica”) dichiarando il suo gesto “di grande responsabilità politica ed istituzionale” di fronte all’inacessibilità all’interno del proprio partito: “quando la democrazia viene ridotta ad un lumicino si ha la necessità di far sapere che un percorso viene sospeso e non interrotto, in attesa di una soluzione migliore all’interno del mio partito e della coalizione”. “Rassicurazioni” sul fatto che il suo voto in consiglio proseguirà sempre con coscienza.
Critiche però anche all’interno del suo stesso partito, come Malerba, che lamentava come spesso si era temuto per il numero legale delle votazioni in consiglio, se non per un punto di bilancio e il documento programmatico, “non ci ha reso vita facile in questi mesi, in maniera informale fin dal primo consiglio”, De Vanna, che sottolineava come certi problemi vadano affrontati nella sede opportuna, il partito, e non nell’aula consiliare (“nessun provvedimento importante è stato votato dai consiglieri. Con questo atteggiamento non si risponde al buon governo di questo paese. Sono stati i consiglieri Grassi e Ceci ad isolare questa maggioranza e non il contrario”), ed infine Giuga, che dichiarava che la maggioranza, chiusa questa fase di “ambiguità”, si presentava adesso solida senza accettare alcuna logica di ricatto.
Naturalmente critiche anche dall’opposizione. Amendolagine (UDC) affermava infatti: “non mi meraviglio di ciò che è successo stasera, Il PD da ingovernabilità a questo paese. Oggi navighiamo a vista, alla ricerca dell’11° consigliere; è grave votare con soli 10 presenti. Quando c’era da discutere del documento programmatico il consigliere Grassi ha dato lo stesso la fiducia politica ma il consiglio comunale si è dimostrato miope dal punto di vista politico per cominciare un dialogo. Al posto del Sindaco mi sarei dimesso perchè c’è bisogno delle condizioni adatte al dialogo. Continuiamo a vedere un paese morire, mentre gli stiamo dando le condizioni per seppellirlo definitivamente”.

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