Muore al Policlinico di Bari “dopo 3 ore parcheggiato in barella”

La Redazione

La denuncia dei familiari di un anziano agricoltore di Terlizzi dopo un incidente stradale

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Sabato scorso Domenico Colasanto, un anziano agricoltore di 77anni è alla guida del suo motocarro Ape Piaggio sulla provinciale 108 che collega Terlizzi a Mariotto; svoltando sulla sinistra per imboccare il viale che porta ad una sua proprietà, viene centrato da una Hyundai Accent condotta da un giovane barese di 25 anni.
Dopo che sul posto giungono i vigili del fuoco, gli agenti della polizia municipale di Bitonto e i sanitari del 118, il signor Colasanto viene estratto dall’abitacolo della Ape e trasportato d’urgenza con “codice rosso” al pronto soccorso del Policlinico dove arriva alle 10 di mattina.
Gli esami radiologici evidenziano la presenza di diverse fratture, mentre il paziente viene messo su una barella e lasciato in attesa fin dopo le 13, quando viene trasferito presso il reparto di chirurgia toracica. L’anziano però lamenta difficoltà nella respirazione, rendendo necessario il ricovero poco prima delle 15 nel reparto di rianimazione dove un’ora dopo l’uomo muore.
Questo per grandi linee il racconto che i parenti della vittima hanno fornito alle forze dell’ordine nell’esposto presentato dalla famiglia alla Procura della Repubblica di Bari e affidato dal magistrato inquirente agli investigatori della sezione di polizia giudiziaria della Polizia di Stato, diretti dal vicequestore Pietro Battipede.
Lunedì è stato presentato l’esposto nel quale si lamentano presunti ritardi nella pratica delle cure mentre la direzione dell’azienda Policlinico ha presentato un nesso di causalità diretto tra la morte e il numero e la gravità delle lesioni riportate nell’incidente.
"Quello che i parenti di un paziente, assillati dalla tensione e dalla preoccupazione per il destino del loro congiunto, spesso considerano come una attesa non proficua" – fanno sapere dal Policlinico – "in realtà è un tempo necessario per portare a compimento tutte le indagini e gli esami indispensabili per definire lo stato di salute del ricoverato. Nel caso di Colasanto", aggiunge la direzione della azienda, "il percorso di consulenza è stato compiuto per intero e nei tempi necessari".

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