“Natività” vista da Giancaspro. Fotogallery.

Nicolò Marino Ceci

Ecco il punto di vista del curatore della mostra ospitata dalla casa di preghiera di Terlizzi.

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"L’arte da secoli ci ha presentato il mistero dell’Incarnazione cogliendone aspetti nuovi, attualizzandone i contenuti ed il messaggio. Undici artisti diversi per formazione e per tecniche pittoriche descrivono con originalità la "storia" più bella del mondo, che dopo duemila anni affascina ed interroga ancora piccoli e grandi: la nascita di Gesù" – così don Michele Amorosini, Direttore Ufficio Diocesano Arte Sacra ha commentato la mostra “Natività”, allestita presso la Casa di Preghiera Mons. Michele Cagnetta.
Inauguratasi lo scorso 13 dicembre, questa inedita rassegna collettiva è stata curata dall’artista Giulio Giancaspro, gestore della Casa di Preghiera suddetta. Lo Abbiamo intervistato per saperne di più.
Giancaspro, come mai un’esposizione d’arte in una Casa di Preghiera?
A parte dedicarmi all’arte – lavoro che svolgo a tempo pieno da oltre vent’anni con realizzazioni pittoriche e grafiche – mi è capitato dal 2007 di occuparmi come responsabile della Casa di Preghiera “Mons. Cagnetta”, una struttura di proprietà della Diocesi di Molfetta, Ruvo, Giovinazzo e Terlizzi. Anche l’anno scorso, nel periodo natalizio, abbiamo organizzato una mostra d’arte contemporanea – “Alter Hortus”, cui hanno partecipato 21 artisti selezionati da quattro gallerie e centri culturali del territorio barese.
Anche quest’anno nello stesso periodo ha voluto inaugurare una mostra, ma perché d’Arte Sacra?
Come si evince dal nome, questa Casa nasce per l’accoglienza di gruppi di preghiera che intendono trascorrere in questo luogo momenti di spiritualità, tra ritiri e celebrazioni religiose e per coloro che amano vivere in un ambiente dove a contatto con la natura ritemprano il corpo e lo spirito trascorrendo momenti di vita serena e tranquilla lontano dal caos cittadino e dallo stress di tutti i giorni. Mi sono chiesto allora perché non illustrare le pareti di questa casa già intrise di un’aria spirituale, con scene di vita evangelica ispirate al periodo che stiamo appena vivendo, appunto il Natale?
Così ha invitato, lei compreso, altri artisti a partecipare a questa esperienza pittorica.
Hai detto bene, si tratta infatti di una mostra in cui prevale solo la pittura – in particolare l’iconografia o rappresentazione figurativa di soggetti sacri che vediamo abitualmente nei presepi o nelle natività della pittura giottesca, dei dipinti dal 500 al 700, fino a sfiorare il realismo ottocentesco. Proprio qui a Terlizzi abbiamo due esempi di maestri famosi che hanno realizzato opere d’arte sacra e li possiamo ammirare nella loro inconfutabile bellezza. Il primo nella chiesa dell’Immacolata, e parliamo della Natività del Corrado Giaquinto di cui abbiamo citato il particolare centrale nel manifesto di questa mostra, e il secondo nella Concattedrale, tele del famoso Michele De Napoli, del quale vedremo una sua più ampia produzione prossimamente nell’apertura della restaurata Pinacoteca Comunale di Terlizzi che porta il suo nome.
Come si sono espressi i numerosi artisti partecipanti?
Credo in maniera egregia, vista la risposta positiva del pubblico che ancora oggi continua a dare nel visitare la mostra. Alcuni artisti, in particolare i coniugi terlizzesi Maria Bonaduce e Giovanni Morgese, che dedicano buona parte della loro ricerca pittorica alla produzione di opere sacre, si sono affiancati a coloro che ispirati ai grandi maestri del passato, li hanno interpretati con studi, bozzetti e oli in maniera del tutto personale come il Cosmé Tura di Natale Addamiano, il Nicolas Poussin di Giulio Giancaspro, il Caravaggio di Francesco Iannone, il Mantegna di Vito Pollio. Gli altri artisti in mostra, sotto l’influenza dei maestri dell’800 (Michele Paloscia) e dell’arte figurativa contemporanea (Beppe Labianca, Giuseppe Mortello, Raffaele Cappelluti), hanno realizzato scene più personali e con rimandi alla simbologia della sacralità cristiana (Paolo Sciancalepore).
Insomma come ha detto S. E. Luigi Martella Vescovo della Diocesi, "una rassegna che riempie l’animo di ammirazione e invita lo spettatore alla contemplazione" e aggiungo io, che comunica il piacere di un ritorno all’antica arte della pittura..
Giusto, che va oltre la semplice rappresentazione e che si distingue da quello che l’arte contemporanea oggi continua a propinarci instancabilmente con immagini senz’anima e priva di quell’entusiasmo che si prova invece cimentandosi in argomenti trattati sicuramente da innumerevoli artisti nel corso dei secoli, ma rivisitati e ripresi in una veste rinnovata che abitualmente non siamo soliti indossare.

Ricordiamo che la rassegna “Natività” è visitabile tutti i giorni dalle ore 10 alle 12 e dalle ore 18 alle 21 e si chiuderà il 6 gennaio 2009.

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