Contratto per i lavoratori agricoli. Sindacati uniti rompono le trattative

La Redazione

Il rinnovoo del contratto provinciale riguarda 50mila lavoratori agricoli.

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I rinnovi di contratti per molte categorie si arenano spesso nella determinazione dell’aumento salariale e del suo rapporto con l’inflazione. Non si sottrae a questa regola anche il contratto integrativo provinciale dei lavoratori agricoli. Di seguito pubblichiamo una nota che le federazioni di categoria di Cgil, Cisl e Uil hanno diffuso sulla rottura delle trattative in corso.

Dopo 12 mesi di trattative per il rinnovo del CIPL (Contratto Integrativo Provinciale di Lavoro) degli operai agricoli e florovivaisti della provincia di Bari, le Associazioni delle imprese agricole, oltre a rimarcare la volontà di un ulteriore arretramento dei rapporti di lavoro e del mercato del lavoro attraverso proposte di peggioramento delle norme contrattuali nazionali sul part-time, sul cottimo, sulla classificazione dei lavoratori ed altro, hanno proposto, in maniera ultimativa, un aumento salariale del 2,5% con decorrenza 2009.

Le Organizzazioni dei datori di lavoro intrisi nella cultura del sottosalario, fingono di non sapere che l’inflazione “reale”, nel biennio 2008-2009, è stimata oltre l’8% e che la restrizione dei consumi essenziali, peggiora le condizioni di vita di tutti i lavoratori e non aiuta lo sviluppo dell’impresa. 
È questa una vera provocazione nei confronti degli operai agricoli e del movimento sindacale, in relazione al grave e generale aumento dei prezzi, alla diminuzione del potere d’acquisto dei salari e della crisi economica che coinvolge le famiglie. Tenuto conto, altresì, che ad oggi si sono rinnovati oltre 60 Contratti di lavoro provinciali (tra cui diverse provincie del Mezzogiorno) con una media di incremento salariale attorno al 7%, secondo quanto previsto dall’Accordo del 23 luglio 1993.

Scelte politiche delle Federazioni di categoria –Confagricoltura, Coldiretti e CIA– che non intendono rinnovare il Contratto, con l’obiettivo, tutto ideologico, di scaricare sui lavoratori agricoli l’attuale momento di crisi economica, consapevoli che in agricoltura, in Puglia e nella nostra provincia, è diffusa la pratica dell’evasione contrattuale e contributiva con il sottosalario e dell’utilizzo improprio di finanziamenti pubblici nazionali e regionali e della fiscalizzazione degli oneri sociali, grazie alla quasi totale assenza di interventi di controllo, da parte degli Organi preposti, vanificando, nei fatti, sia l’art.36 della legge 300/70 che la legge regionale 28/06 in materia di contrasto al lavoro nero.
Scelte, queste, che colpiscono ulteriormente la vastissima platea dei lavoratori agricoli – che costituiscono un settore portante per l’economia pugliese – sia sul versante del salario, che del sistema previdenziale, non adeguando all’inflazione le prestazioni differite, quali la disoccupazione agricola, malattia, infortuni, maternità, pensioni, essendo queste prestazioni corrisposte sui salari di qualifica.
Le OO.SS., nel prendere atto di tale atteggiamento di rottura del tavolo contrattuale, hanno convocato un Attivo Provinciale unitario per il 5 febbraio prossimo per valutare le iniziative di mobilitazione della categoria da intraprendere, richiedendo, altresì, l’erogazione della Vacanza Contrattuale a partire dal mese di aprile 2008, secondo quanto previsto dall’Accordo del 23 luglio ’93.

Contemporaneamente, è stato richiesto un intervento alle Istituzioni, sia per garantire la legalità in agricoltura, che per riportare la contrattazione alla sua funzione di tutela del lavoro e di moderne e avanzate relazioni tra le parti sociali, riducendo situazioni di conflittualità individuali e collettive.

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