Inaugurata la rassegna l’Arte di incidere

Nicolò Marino Ceci*

«Una mostra che è più di ogni altra cosa, festa dell’arte è augurio per il futuro».

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Il laboratorio – scuola – bottega “Grafica di Via Sette Dolori” dopo 32 anni dalla sua fondazione – nacque infatti a Matera nel 1976 – presenta a Terlizzi, nella galleria “Adsum Artecontemporanea” alcuni lavori eseguiti nel corso dell’ultimo anno da otto maestri e allievi, nell’ambito delle attività da essa promosse. Essi rappresentano il risultato di sperimentazioni di molteplici tecniche calcografiche nel campo del linguaggio visuale.
“L’arte di incidere” è il nome della rassegna ospitata da Adsum ad opera di questi incisori formatisi in Matera e inauguratasi sabato scorso 31 gennaio. “L’arte di incidere” è soprattutto il frutto di una brillante collaborazione con il Circolo Culturale “la Scaletta” – il laboratorio “Grafica di Via Sette Dolori”è infatti parte integrante di tale Circolo nato nel 1959.

Nel corso dell’inaugurazione abbiamo intervistato il M° Vittorio Manno, nella doppia veste di ‘maestro’ ed espositore – da sempre punto di riferimento di questa bottega e presente in tutte le rassegne ed esposizioni nazionali e internazionali sull’incisione, vantando nel suo palmares – tra gli altri – il Premio Internazionale di Incisione del Piccolo Formato, vinto in Polonia nel 1990.

M° Manno, come mai questa inedita collaborazione tra “Adsum” e “Via Sette Dolori”?
Il tramite tra noi – scuola di “Grafica di Via Sette Dolori” – e la galleria Adsum è stato proprio l’artista Giuseppe Fioriello, che ci ha proposto questo progetto e noi siamo stati quindi ben lieti di aderirvi.

Quale il filo conduttore delle opere esposte?
Uno solo: la Scuola, che si basa sull’incisione calcografica. Nella nostra associazione si incontrano persone che hanno voglia di imparare e hanno a disposizione questo spazio con maestri che prestano quotidianamente la loro opera. E’ una scuola bottega in cui tutti lavorano insieme e il nostro motto è “se faccio imparo, se vedo ricordo, se ascolto dimentico”: solo lavorando cioè si impara e si cresce. Non facciamo teoria, ci basiamo sulla pratica – la fase di apprendimento è già superata e acquisita.

C’è una tecnica prevalente o comune di realizzazione delle opere?
Sono presenti tutte le tecniche della calcografia – comprese le tecniche sperimentali.

E gli artisti?
Fanno parte del gruppo che lavora nel nostro laboratorio – ad eccezione di Fioriello, veterano della nostra scuola. Questa mostra è al suo secondo appuntamento, essendo già stata già a Potenza; ci aspettano Noicattaro e Bari. 

È la prima volta che lavorate con Adsum?
Si certo è la prima volta che lavoriamo insieme: abbiamo trovato molta disponibilità per cui siamo davvero grati.

Potrebbe essere questo l’inizio di un percorso di collaborazione comune tra queste due realtà meridionali?
Ci auguriamo che con la Galleria si avvii un percorso comune. E speriamo anche future adesioni di nuove leve terlizzesi alla nostra scuola – bottega. Le porte sono apertissime.

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