Cresce l’alcolismo tra i giovani

Massimo Resta

Sono sempre di più i ragazzi che fanno uso di bevande alcoliche.

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In una lettera pubblicata da un periodico mensile locale, una mamma di Terlizzi scrive di aver incontrato per strada due ragazzini completamente ubriachi, accendendo i riflettori su un fenomeno che anche nella “città dei fiori” sta assumendo con il passare del tempo sempre più gravi proporzioni.

Parliamo dell’uso spropositato non solo di birra ma anche di liquori e spumanti. Basta farsi un giro in edifici abbandonati come l’ex magistrale o attraverso le strade dell’abitato, sia in periferia che al centro, per scorgere sui marciapiedi decine e decine di bottiglie vuote di birra, vino e prosecco che non vengono depositate negli appositi cassonetti della spazzatura ma per terra, senza rispetto per gli altri e l’ambiente in cui vivono. Ma perché i ragazzi di Terlizzi bevono ?. Lo fanno per scimmiottare gli adulti, sentirsi grandi ed anche perché vivono situazioni di disagio all’interno di famiglie alle prese con problemi di natura economica a causa della crisi finanziaria.

Cosa fare per arginare un fenomeno che può considerarsi già alcoldipendenza ?. Bisognerebbe intervenire non solo a livello sociale, come fanno già ora la Caritas cittadina ed i Servizi Sociali del Comune che offrono sostegno a coloro che hanno il coraggio di ammettere di essere degli alcolisti, ma anche con ordinanze che vietino la vendita di alcolici ai minori.

Ultimamente il sindaco del Comune di Terlizzi Vincenzo Di Tria ha emesso un provvedimento con cui vieta l’uso di bevande alcoliche all’interno dello stadio in occasione di gare ufficiali aperte al pubblico. Il primo cittadino terlizzese dovrebbe emettere un dispositivo simile, riguardante però la somministrazione di alcool a minorenni, mentre le forze dell’ordine operanti sul territorio dovrebbero passare al setaccio tutti quei locali (sottani, garage e pianterreni) dove i ragazzi di Terlizzi si ritrovano nelle ore serali per giocare a carte, fumare e bere senza alcun controllo, quello dei genitori compresi. Anche i giovani di ieri si ritrovavano in locali per socializzare, organizzare feste e sentire musica. Ma non facevano quello che, invece, fanno i ragazzi di oggi. Senza alcun briciolo di educazione, ascoltano la musica ad alto volume, non rispettando il diritto al riposo degli altri.

Bevono e fumano molto, dando sfogo successivamente alla propria rabbia contro il patrimonio pubblico: alberi, cassonetti e cestini porta rifiuti, che molte volte vengono incendiati e scaraventati per terra. Bravate che possono anche trasformarsi in tragedia come accaduto in passato in un centro del barese dove un ragazzo morì ustionato dopo aver acceso in un locale, frequentato con i suoi amici, un camino con la canna fumaria intasata.

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