“Maria icona della Bellezza”, quando la devozione diventa arte
Al via a Terlizzi la rassegna di arte sacra
L’Icona della Madonna ancora oggi induce a interrogarci sulla figura enigmatica di una vergine che partorisce in una scarna capanna di campagna un bimbo, odiato da Erode, messo in croce dagli uomini e metafora vivente di fratellanza universale e filantropica abnegazione. Dunque una donna così pura e amorevole, che è allo stesso tempo madre di Gesù e dell’umanità intera.
Tutte riflessioni – queste – che a Terlizzi, città della Vergine di Sovereto, s’impregnano immediatamente un sapore antico e si colorano di un giallo oro bizantineggiante: la scorsa settimana si è inaugurata la II edizione della mostra di arte sacra “Maria Icona della Bellezza”, promossa da Don Michele Cipriani – Arciprete della Concattedrale e con la collaborazione della galleria d’arte “Adsum Artecontemporanea”.
Ventidue modi diversi di dire “Vergine Maria” avvolti nel verde della casa di preghiera “Mons. Michele Cagnetta” – luogo ideale di contemplazione del bello nell’arte e della tellurica bellezza di Maria. Abbiamo intervistato il direttore artistico della galleria Adsum Luigi Dello Russo in proposito.
Un commento sulla rassegna.
“Dopo il buon esito della rassegna di arte sacra dell’anno passato, Don Michele Cipriani ha ben pensato di riproporla anche quest’anno e noi galleria Adsum abbiamo accettato con piacere quest’invito”.
Quali le novità rispetto all’edizione dell’anno scorso?
“Gli artisti sono quasi gli stessi, ma la novità più importante è il luogo che ha ospitato la rassegna. Se infatti l’anno scorso le opere furono esposte nella sagrestia della Concattedrale, quest’anno invece abbiamo ritenuto più opportuno allestirla nella Casa di Preghiera di via Sovereto, così da darle maggiore visibilità soprattutto in occasione della Festa religiosa del 23 aprile”.
Quali immagini della Vergine vengono proposte?
“Nell’ambito della stessa mostra convivono diverse forme di rappresentazione di Maria: alcune opere raffigurano l’immagine di una Madonna più terrena; una figura femminile di madre attenta ai valori della famiglia e ai figli; altre opere invece propongono un ritratto della Vergine più spirituale e religioso, proteso verso una sublimazione concettuale della sua figura”.
In che misura la Madonna di Sovereto è secondo lei fonte di ispirazione per il mondo dell’arte terlizzese?
“Chiaramente trattandosi di un’icona antica – di origine bizantina e più volte ‘ritoccata’ e modificata nel corso dei secoli – si è radicata ormai nel nostro immaginario popolare”.
A quando quindi una mostra monotematica sulla Madonna di Sovereto?
“Non sarebbe una cattiva idea, anche se in questo momento ci sono problematiche più pregnanti e drammatiche che dovrebbero interessarci: basti pensare al terremoto in Abruzzo, alle guerre fratricide nei paesi africani, alle violenze sui bambini; tutte problematiche paradossali nella società in cui viviamo”.
All’anno prossimo?
“Potremmo ripetere “Maria Icona della bellezza”, ma ampliandola in due sensi: sia per quanto riguarda la partecipazione – auspicando una maggiore presenza di artisti dei paesi viciniori – che per il tema, cercando di incentrare la mostra più che sulla figura della Madonna, sulla religiosità del mondo”.
La rassegna si chiuderà il 31 maggio prossimo ed è visitabile tutti i giorni dalle ore 10 alle 12 e dalle 18 alle 21. Info 0803516774
Di Nicolò Marino Ceci- Addetto Stampa Adsum Artecontemporanea
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