I Numeri Primi che hanno lasciato un segno
Intervista al curatore della rassegna sui capolavori del ‘900 italiano
Ha chiuso i battenti con un bilancio più che lusinghiero la rassegna Numeri Primi inaugurata lo scorso 4 aprile nella galleria “Adsum Artecontemporanea”. Si trattava di una raccolta inedita di capolavori del ‘900 italiano. Luigi Dello Russo – Direttore Artistico della galleria – ha risposto ad alcune domande di Terlizzilive.it.
Quale è il filo conduttore delle opere esposte?
“Indubbiamente l’innovazione dell’arte negli anni ’50, ’60, ’70. Infatti dopo la caduta del fascismo e la chiusura da parte del regime fascista alle novità che provenivano da fuori, ci fu una specie di rinascimento artistico italiano che vide l’arte della nostra penisola aprirsi vero l‘intera Europa”.
Quali risultati ha raggiunto ricerca artistica di quegli anni?
“L’ampliamento dei linguaggi figurativi, con una nuova attenzione verso la gestualità e la matericità e per le tante e varie forme di astrazione”.
Perché tornare al ‘900?
“Stiamo vivendo un momento di crisi che è sia di natura economica che di natura culturale. Ci si rifiuta di aderire alle forme estreme di avanguardie che sono molte volte inconsistenti e futili, se non addirittura subordinate alle logiche del mercato e quindi il riflesso inevitabile di quest’atteggiamento è il ritorno ai grandi maestri del ‘900 che hanno portato grosse innovazioni nell’arte”.
Tutto questo non rischia di essere un motivo di chiusura rispetto alle tante innovazioni dell’arte contemporanea?
“Non vogliamo copiare quei maestri ma anzi studiare e partire dalla loro autorevole esperienza per poter andare ben oltre”.
De Chirico, Guttuso, Cantatore ..cosa ci hanno insegnato?
“Una straordinaria aderenza alla realtà sociale degli anni ’50. E’ stata probabilmente quest’arte legata alle problematiche sociali coeve del suo tempo, che ha successivamente portato alle grandi innovazioni del ’68 nel campo della musica, del cinema, delle arti più in generale”.
Oggi invece?
“Oggi ci sono artisti molto critici nei confronti della realtà, ma c’è anche molta evasione dovuta alla manipolazione dei mass media”.
Quale crede sia dunque il problema dell’arte oggi?
“Oggi l’arte è dovrebbe privilegiare la creatività a scapito dell’economicismo. C’è purtroppo un mercimonio imperante del valore commerciale a scapito del valore intrinseco dell’opera; quindi auspico un vigoroso ridimensionamento di questa prevaricazione: La funzione sociale dell’arte è infatti quella di elevare la sensibilità e della cultura della gente, mentre così si sballa il mercato e l’artista rischia di diventare una star, perché così vuole il nostro sistema. E’ lo stesso meccanismo per il quale molte volte succede che ci siano attori non bravissimi ma che siccome sono inseriti nel sistema di produzione industriale hollywoodiano, diventano star sopravvalutate”.
Quale sarà la prossima mostra targata Adsum?
“Una mostra fotografica: la fotografia è uno strumento importantissimo nella ricerca delle avanguardie; è uno strumento fortemente espressivo. La rassegna – ad opera di Maria Pansini – proporrà un viaggio in Spagna, Tunisia e Salento, avendo come filo conduttore la “mediterraneità”. All’inaugurazione si esibiranno Michele Santeramo, Cinzia Calzini e Nabil Salameh dei “Radiodervish”, che reciteranno dei brani delle letterature di questi tre paesi”.
Per info www.retearte.it
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