Dal comune: carni alla brace sì, ma rispettando le norme igienico sanitarie

La Redazione

Nessuna ordinanza è stata emanata dal sindaco per vietare l’arrostimento di carni al di fuori dei locali

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Pubblichiamo di seguito una nota giunta da Comune in merito alla questione assai discussa in questi ultimi giorni inerente la possibilità o meno di arrostire carni al di fuori dei locali durante la Festa Maggiore.

Nessuna ordinanza è stata emanata dal sindaco per vietare l’arrostimento di carni al di fuori dei locali: esistono norme anche regionali che non possono essere disattese perché emanate a difesa dell’igiene e della salute di tutti. Adeguarsi a tali norme significa rilanciare una tradizione che ha reso Terlizzi famosa e che può costituire una importante voce del turismo gastronomico per tutto l’anno e non solo in occasione della Festa Maggiore: a condizione che si rispettino le regole

Terlizzi si prepara a vivere la tradizionale Festa Maggiore. Irresistibile il richiamo per migliaia di turisti affascinati dalla grande “macchina da festa” (il carro) che attraversa la città trasportando “in trionfo” l’antica immagine della Madonna di Sovereto, Patrona della città.

Questo anno la festa è “condita” da polemiche estemporanee perchè non basate sulla conoscenza dei fatti. In merito alle polemiche sul divieto di arrostimento delle carni nelle pubbliche vie, è bene precisare che nessuna ordinanza è stata emanata dal sindaco di Terlizzi, poiché vigono già precise norme che pongono precisi vincoli circa la cottura delle carni e la loro vendita o somministrazione.

L’Ordinanza del Ministero della Salute del 3 aprile 2002 “requisiti igienico-sanitari per il commercio dei prodotti alimentari sulle aree pubbliche”, ha indotto la Regione Puglia, con la Deliberazione della Giunta Regionale del 4 luglio 2007 n.1077, a darsi precise regole in materia.

Niente più fumi liberi dai caratteristici barbecue, dunque, ma l’obbligo di essere dotati di cappe e canne fumarie o di distare almeno 10 metri dai fabbricati.
Le regole rendono quindi più difficile, così come si faceva un tempo, esporre braci e banchetti fuori dalle macellerie, ma i cittadini potranno comunque continuare ad acquistare e a degustare la tradizionale carne alla brace, con maggiore tutela della propria e altrui salute. Alcuni operatori (macellai e ristoratori) si sono già adeguati, ma occorre che tutti quelli che intendono promuovere la tradizionale carne alla brace, si attrezzino secondo quanto disposto dalle norme, così come è già avvenuto in altri centri pugliesi famosi per la carne arrosto (ad esempio Sammichele di Bari centro noto per la “zampina”).

“Trovo davvero pretestuose le polemiche sollevate da alcuni- ribadisce il sindaco Vincenzo di Tria -. Salvare le tradizioni significa anche adeguarsi ai tempi ed alle regole, ma soprattutto attrezzarsi perché la gastronomia terlizzese possa vivere tutto l’anno e non solo in occasione della Festa Maggiore”.

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