Sinistra e Libertà di Terlizzi in campo contro i tagli alla scuola

redazione

Adesione alle iniziative di protesta in corso a Bari davanti all’Ufficio scolastico regionale

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Ieri mattina si è tenuto un sit-in di protesta davanti all’Ufficio Scolastico Regionale a Bari, indetto dalla rete dei precari della scuola “contro i tagli di questo governo – si legge in una nota diffusa dal movimento Sinistra e Libertà di Terlizzi – su tutti fronti, dagli insegnati alle classi, al personale ausiliario”.

“Sinistra e Libertà parteciperà e sosterrà questa e le prossime mobilitazioni a fianco dei precari e dei sindacati – si legge ancora nel documento – per rendere più forte la voce di protesta contro l´ormai insostenibile situazione della scuola e dell´istruzione tutta, di questo Paese. Aderire e partecipare a questa manifestazione ci sembra la conseguenza più logica alla politica che Sinistra e Libertà intende portare avanti. In linea con la campagna nazionale che da poco abbiamo lanciato (Studiare meglio, Studiare tutti), ci impegneremo anche qui a Terlizzi, a Bari, a sostenere concretamente i precari della scuola e le loro ragioni, consapevoli che un Paese civile deve garantire il diritto al sapere e all´istruzione per tutti, come elemento di democrazia e sviluppo”.

“Il Presidente Vendola – prosegue il documento della segreteria di Sinistra e Libertà – ancora una volta dimostra di essere concreto e determinante nella vita delle persone con le sue scelte avendo già da tempo previsto uno stanziamento di ben 22 milioni di euro per cercare di alleggerire le difficoltà delle scuole del territorio, alle prese con le irresponsabili privazioni ministeriali.
I tagli effettuati dal Governo, che colpiscono soprattutto i precari (docenti e personale ATA), rappresentano una vera e propria emergenza occupazionale, sociale e culturale che va a depauperare l’intero territorio pugliese. Senza personale e risorse per l’anno scolastico corrente, le scuole della nostra regione non potranno garantire sicurezza, servizi e qualità dell’istruzione”.

La denuncia di Sinistra e Libertà è forte ed è corredata da numeri impietosi. “Nella Regione Puglia – dicono i responsabili del movimento politico che si rifà alle posizioni di Nichi Vendola – si sta consumando un licenziamento di massa senza precedenti: oltre 5.500 posti di lavoro in meno per i precari docenti e ATA che in questi anni hanno garantito il funzionamento della scuola pubblica. Sinistra e Libertà denuncia, inoltre, la politica di attacco e denigrazione perpetrata da questo governo alla scuola meridionale, visto che la maggioranza dai tagli sono stati distribuiti nelle regioni del Sud e la Puglia è tra le Regioni più penalizzate. Questi non sono numeri astratti, ma persone. Uomini e donne che da 5, 10, 15 e 20 anni rincorrono contratti precari in giro per l’Italia e per la nostra Regione, e che da settembre si ritroveranno senza lavoro. Pagheranno come sempre i più deboli: il personale precario che resterà disoccupato; gli studenti portatori di handicap e di disagio socio-economico i quali frequenteranno una scuola, che in mancanza di personale e risorse, potrà solo “selezionare” ed “espellere” piuttosto che garantire le pari opportunità”.

“I tagli nella scuola – continua la nota – sono una minima parte rispetto a quelli previsti per gli anni futuri. Infatti l’art. 64 della Legge 133 recita: “Economie di spesa, non inferiori a 456 milioni di euro per il 2009, a 1650 milioni di euro per il 2010, a 2538 milioni di euro per il 2011 e a 3188 milioni di euro dal 2012. Complessivamente otto miliardi di tagli ai finanziamenti e oltre 200 mila posti eliminati in tre anni. Riduzione del personale, precariato licenziabile, diminuzioni di fondi sono state le strategie dei governi che si sono alternati, per tagliare la spesa pubblica , per rendere inefficienti e disorganizzati tutti i servizi della Pubblica Amministrazione compresa la Scuola, e spostare ingenti fondi a favore delle scuole private”.

Sinistra e Libertà non si limita alla protesta, ma avanza richieste ben precise: Il ritiro immediato dei tagli; l’immissione in ruolo di tutti i docenti e ATA precari; il ripristino dei moduli nella scuola primaria e del tempo prolungato nella scuola media; il tempo pieno anche nelle scuole meridionali; il rispetto del diritto allo studio per gli alunni disabili; no ai contratti di disponibilità; la messa in sicurezza delle scuole e determinazione del limite massimo di studenti per classe nel rispetto delle norme di sicurezza; l’aumento dei fondi per le spese di funzionamento delle scuole (dai 108 milioni di euro del 2007 si è passati ai 60 del 2008, con una riduzione di 1/5 rispetto ai 331 del 2001); l’aumento dei fondi per il pagamento delle supplenze brevi (dai 573 milioni di euro del 2007 si è passati ai 246 del 2008, con una riduzione complessiva del 25 per cento rispetto agli 889 milioni del 2004)”.

“Non c’è più tempo da perdere: solo con la mobilitazione permanente e l’autorganizzazione – è l’appello finale di Sinistra e Libertà di Terlizzi – si potrà fermare il degrado e la distruzione della Scuola pubblica. Pertanto Sinistra e Libertà chiede a tutti i precari, i docenti, il personale Ata, gli studenti, i genitori delle scuole terlizzesi di costituire una rete e partecipare alle mobilitazioni di questi giorni”.

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