L’agro di Terlizzi sommerso dalla grandine. Un vero disastro

Francesco Paolo Barile*

Il temporale di domenica scorsa ricostruito dal responsabile della stazione meteo dell’Osservatorio di Terlizzi

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Il 21 giugno 2009 una forte grandinata salutava l’inizio dell’estate astronomica; quasi tre mesi dopo la stessa fenomenologia marca la fine di questa umida ma in fondo non troppo rovente estate 2009.

Domenica 13 settembre, a poche ore dall’alluvione di San Giovanni Rotondo e San Marco in Lamis sul Gargano, un nuovo episodio grandinigeno ha colpito il territorio terlizzese.

Il tutto inizia poco prima delle 17.00 quando un nucleo temporalesco formatosi nel vicino entroterra irrompe col suo frastuono sulla città, oscurandone il cielo con nuvoloni nero pece. Passano pochi minuti, violente raffiche di vento fino a 60 km/h preannunciano l’arrivo della pioggia che sopraggiunge in forma torrenziale intorno alle 17.10. Subito dopo un rumore sinistro pervade l’abitato; si tratta purtroppo della grandine che in alcune zone ha raggiunto la dimensione di noci ed è venuta giù copiosa per circa un quarto d’ora facendo crollare la temperatura a 15°C.

La stazione meteorologica dell’Osservatorio di Terlizzi (www.bfpmeteo.it) ha rilevato una precipitazione di circa 18mm nel centro abitato con picchi di 30/40 mm registrati dalle stazioni pluviometriche installate nell’agro meridionale ed orientale del paese, dove il nubifragio ha colpito con maggiore violenza. In queste zone l’estrema intensità precipitativa ha formato improvvisi torrenti che hanno scavato solchi nel terreno profondi sino a mezzo metro, mettendo a nudo le rocce calcaree.

Dai primi sopralluoghi risultano devastate la maggior parte delle coltivazioni olivicole in prossimità della Città, specie sul lato nord-orientale e meridionale dove si stimano perdite del 70/90 % del prodotto. Risparmiata la parte occidentale del territorio dove la precipitazione è risultata più moderata (circa 5 mm di pioggia). Si contano i danni anche nel settore florovivaistico, con alcune serre scoperchiate dal forte vento o bucate dai chicchi di grandine.

Il sottopasso di via Mazzini è rimasto quasi completamente invaso da acqua e fango; numerosi allagamenti e disagi si sono registrati anche nel resto dell’area urbana. Il fenomeno ha avuto carattere locale, da un’attenta analisi dei dati non si registrano particolari disagi nei comuni limitrofi, eccezion fatta per il territorio di Giovinazzo anch’esso già coinvolto pesantemente dalla grandinata di giugno.

Lunedì 14 settembre una replica temporalesca ha coinvolto il territorio comunale fortunatamente senza il verificarsi di fenomeni estremi.. L’autunno si fa avanti a suon di temporali; per i prossimi giorni rimane alta l’allerta per la possibilità di altre forti manifestazioni temporalesche, specie a partire dalla giornata di giovedì.

Francesco Paolo Barile*
responsabile Osservatorio meteo Terlizzi

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