De Leo sulle Consulte: «Si attivino con la massima sollecitudine»

Il Presidente dimissionario ribadisce l’importanza degli istituti di partecipazione

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Alla vigilia dell’assemblea della Consulta delle Associazioni, convocata per il giorno 15 ottobre al fine di discutere ed approvare la bozza del nuovo regolamento della Consulta (vedi bozza), si continua a discutere intorno alla mancata attivazione degli istituti di partecipazione previsti dallo Statuto comunale.

In una nota, indirizzata fra gli altri al Sindaco e all’assessore alla Partecipazione, il presidente dimissionario della Consulta delle Associazioni prof. Vito De Leo, ha inteso sollecitare l’amministrazione comunale ad «attivare con la massima sollecitudine gli istituti di partecipazione previsti dallo Statuto comunale». 

«Terlizzi possiede da tempo un tessuto socio-culturale vivace ed attivo, fatto di associazioni e di aggregazioni che rivolgono la loro attenzione a numerosi aspetti della solidarietà, della cultura, dello spettacolo, del turismo e dello sport, senza ricevere adeguata attenzione per la programmazione dell’attività amministrativa e del bilancio di previsione», afferma De Leo.

« Più volte abbiamo sostenuto la necessità di istituire le Consulte tematiche, con particolare attenzione alle problematiche sociali e di tutela ambientale ed ai temi dello sviluppo sostenibile e della qualità dei servizi per coniugare con la cittadinanza attiva l’inseparabilità dei valori dell’efficienza, della trasparenza, della sussidiarietà e della partecipazione. La realizzazione del Bilancio partecipato è sicuramente una delle finalità delle leggi in materia di partecipazione attiva. La preparazione del bilancio annuale può sicuramente diventare uno strumento di processi decisionali aperti e facilitare le istituzioni pubbliche ad avvicinare i propri cittadini, così come ad affrontare tematiche di sviluppo sostenibile».

Un invito ad intraprendere un nuovo cammino politico – amministrativo che veda al centro delle decisioni il cittadino quale protagonista attivo nella vita della propria città.

«Bisogna incamminarsi lungo un percorso che segna il passaggio dalla democrazia “delegata” alla democrazia “partecipata”. Questo significa per gli amministratori comunali che non si può più continuare a decidere nel chiuso di una stanza e per i cittadini che bisogna mettersi in gioco, confrontarsi nella discussione ed essere pronti a rivedere le proprie idee, se attraverso il dibattito se ne propongono di migliori. Senza questo reciproco riconoscimento e senza la ricostruzione di un’autorevolezza della voce istituzionale, è molto difficile promuovere percorsi che permettano lo sviluppo della comunità locale, il miglioramento dei servizi, della vivibilità dell’ambiente urbano, della crescita dell’occupazione e dell’intero sistema economico, sociale e culturale».

Ed in chiusura una sollecitazione: «I tempi sono maturi per un riconoscimento ed uno spazio democratico per un volontariato che non sia solo testimonianza sociale negli interventi e nei servizi a favore della comunità, ma contestualmente “soggetto politico”, espressione di una società civile impegnata nella rimozione delle cause del disagio e nell’affermazione, tutela, difesa e promozione dei diritti di cittadinanza».

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