“Terlizzi a rischio inondazione, serve l’adeguamento del Prg”

Redazione

Intervento dell’ingegner MIchelangelo Guastamacchia

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Riceviamo e volentieri pubblichiamo un articolo redatto dall’ing. Michelangelo Guastamacchia che torna ad affrontare la spinosa questione del rischio idrogeologico che riguarda una parte consistente del territorio di Terlizzi. Con questo articolo non si cerca il facile allarmismo, ma è una denuncia che viene presentata da un serio interlocutore. TerlizziLive.it non è in grado di valutare le affermazioni fatte dall’ing. Guastamacchia, ma non può certamente sottovalutare il pericolo incombente, alla luce anche di altre vicende che stanno interessando diverse zone dell’Italia. Naturalmente la redazione è fin da ora disponibile a pubblicare una replica da parte di chi avrebbe il dovere di garantire l’incolumità dei cittadini terlizzesi.

“Un’altra strage di innocenti è avvenuta. Mi riferisco al devastante evento franoso-alluvionale che poche settimane fa ha colpito una vasta area del messinese ad elevato rischio idrogeologico.

E’ passato quasi un anno da quando in un precedente articolo, pubblicato su un giornale locale, analizzavo il problema dell’alto rischio idrogeologico (rischio di inondazione) a Terlizzi, evidenziando la improcrastinabilità dell’adeguamento –obbligatorio- del Piano Regolatore Comunale al Piano per l’Assetto Idrogeologico (PAI), piano, quest’ultimo, redatto da esperti dell’Autorità di Bacino della Puglia, i quali hanno rilevato in diverse aree terlizzesi urbane, artigianali ed agricole, in parte già interessate da insediamenti e importanti opere civili, un altissimo rischio di inondazione. In soldoni ciò si traduce nella inedificabilità di quei suoli per non ostacolare il naturale scorrere delle acque in occasione di importanti eventi meteorici, deflusso già difficile per la mancanza di una capillare ed efficiente rete di fognatura bianca.

I frequenti allagamenti delle solite zone ne sono la dimostrazione, vedi viale Pacecco, viale Federico II ed il sottopasso di via Mazzini con le aree ad esso contermini, cuore dell’area ad elevato rischio.

Da allora nulla è cambiato. Il sottopasso è ancora lì, con la medesima situazione delle aree limitrofe, e continua ad allagarsi ogni volta che piove costringendo l’amministrazione a transennarne gli accessi, pregando che nessuno rimanga irrimediabilmente imprigionato in quella trappola mortale.

Probabilmente solo se ci scapperà il morto (non c’è due senza tre!) qualche interesse economico cederà la dovuta priorità, nell’agenda politica, all’adozione della salvifica variante di adeguamento del Piano Regolatore al PAI – rammento come la Legge Regionale 56/80 preveda che il PRG debba prescrivere norme per la difesa del suolo e perimetrare e sottoporre a norme specifiche il territorio -.

Solo così, quando le tavole del Piano Regolatore riporteranno i limiti delle aree a bassa, media e alta pericolosità, e le norme tecniche ed il regolamento indicheranno gli interventi che vi sono consentiti e quelli che vi sono vietati, la coscienza ambientalista emergerà ineluttabilmente!

Ciò porrà verosimilmente fine agli stupri del territorio abbondantemente perpetrati negli anni addietro, portatori di inevitabili disastri non solo nella zona del sottopasso, ma in tutte le aree a rischio di Terlizzi (indicate in blu nell’aerofotogrammetrico tratto dal sito dell’Autorità di Bacino della Puglia).

A nome di tutti i cittadini che hanno a cuore le sorti di questo nostro amato paese e della sua gente, auspico che la Giunta proponga quanto prima al Consiglio comunale l’adozione della predetta variante al Prg, e che i consiglieri tutti, di maggioranza e di minoranza, portino questa problematica all’attenzione del consiglio stesso.

Ci sarebbero ulteriori aree nel territorio comunale per le quali andrebbe presentata all’Autorità di Bacino l’istanza di perimetrazione Pai. Si tratta di lame naturali nelle quali si sta edificando e si edificherà ancora. Auguriamoci buona fortuna”.

Michelangelo Guastamacchia
Ingegnere

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