Andrea Vendola ricorda gli anni del dopoguerra a Terlizzi

Redazione

Presentato questa sera il libro dell’ex sindaco che ha guidato la città dal 1946 al 1952

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Sarà presentato questo pomeriggio, sabato 14 novembre, con inizio alle 18,00, nella Sala Consiliare del Comune di Terlizzi il volume di Andrea Vendola “Civico impegno nel dopoguerra a Terlizzi 1946-1952”.

Ai saluti di Domenico Paparella, assessore alle Politiche Culturali, seguiranno gli interventi di Pietro Porfilio, dirigente della Scuola Statale “M.O. G. Gesmundo” e di Michele De Palma, dirigente del Liceo Classico “C. Sylos”. Modererà Porzia Volpe, docente di Lettere. Le conclusioni sono affidate al sindaco di Terlizzi Vincenzo di Tria. Sarà presente l’Autore.

“Ho affondato lo sguardo, pur appannato in me novantenne – scrive l’autore nell’introduzione – negli anni di mia giovinezza offerta alla cosa pubblica per dovere civico. L’età era prorompente e, però, collaudata dal superamento degli infiniti pericoli, disseminati ad ogni piè sospinto, nei cinque anni di guerra da me intensamente vissuti e sofferti”. In realtà Andrea Vendola, sindaco di Terlizzi dal 1946 al 1952, gli anni difficili del dopoguerra, passa in rassegna, tra affetti familiari e note di natura personale sul filo di un ricordo che si fa struggente per le persone che non ci sono più, le vicende politiche e amministrative e di un impegno mirato a dare un volto nuovo e moderno alla Terlizzi che si avvia, dopo la parentesi bellica, ad un nuovo protagonismo economico e sociale.

Non a caso un capitolo dell’avvincente “cronaca” è dedicato alla intuizione di alcuni ortolani e soprattutto al vero “pioniere” Pasquale Tricarico “uomo di grande capacità imprenditoriale”, di riconvertire le tradizionali culture nella più redditizia e moderna coltivazione del fiore che porterà Terlizzi, nel giro di qualche decennio, ad essere uno dei poli più importanti del florovivaismo in Europa. Vi era da pensare a contenere il bisogno sociale di lavoro che avrebbe potuto sfociare in disordini: per le masse di disoccupati, incapaci di provvedere ai bisogni delle rispettive famiglie, furono organizzati vari cantieri di lavoro alcuni per la manutenzione delle strade dell’abitato e di quelle vicinali.

Seguono i capitoli su altre importanti realizzazioni amministrative, economiche, sociali, culturali: dall’istituzione della scuola media, alle cogenti risposte per il bisogno della casa soddisfatto con progetti di edilizia popolare e di immobili destinati ai maestri, ai dipendenti comunali, financo al segretario comunale. L’impegno si dispiega anche alla valorizzazione delle colture tradizionali: nel 1949 si celebrò la prima sagra dell’ulivo che ebbe una ribalta nazionale al punto da essere ripresa, fatto sensazionale per allora, da una delle prime troupe televisive. Per le numerose opere pubbliche si ricordano il forte potenziamento della rete fognaria per rispondere ad esigenze di igiene e vivibilità e per eliminare, specie nella città antica, “lo spettacolo allucinante” dei raccoglitori di acque reflue loro carretti somiglianti a quelli dei monatti di manzoniana memoria. L’arrivo dell’energia elettrica a Sovereto e la pubblica illuminazione del grazioso borgo furono altre importanti conquiste, come anche l’arrivo dell’acquedotto celebrato in una bella iscrizione sulle mura del celebre santuario.

Questi e altri momenti sono narrati con vivide pennellate da Andrea Vendola sindaco in tempi difficili e di assoluto disagio sebbene ci sentiamo di attenuare, e di molto, il giudizio su chi, dall’altra parte politica e con ruoli diversi, ebbe comunque fondamentale ruolo nella crescita civile, e democratica della comunità terlizzese.

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