Angiuli: Terlizzi può far innamorare dell’arte i giovani
All’inaugurazione della mostra “In Primis” è intervenuta la dott.ssa Angiuli, Direttrice della Pinacoteca di Barletta
Piccola, forte, determinata, sempre prudente e mai avventata, appassionata della storia dell’arte e dei pittori meridionali: potrebbe essere questo un ritratto in chiaroscuro di Emanuela Angiuli – Direttore Pinacoteca “De Nittis” di Barletta, che sabato scorso è intervenuta all’inaugurazione della rassegna “In Primis” presso la Galleria “Adsum Artecontemporanea”.
Nel corso del suo intervento la dott.ssa Angiuli ha parlato molto di arte ma soprattutto di Pinacoteche e dell’importanza di una loro gestione in rete che “dà grandi risultati”.
Ne abbiamo approfittato per chiederle un commento sulla rassegna e per interrogarla sulla Pinacoteca “Michele De Napoli”.
Un commento sulla rassegna “In Primis”.
«In questa mostra ci sono opere molto interessanti, tenuto conto che si tratta di opere di artisti molto giovani. Ad esempio mi ha colpito molto Alessia Zolfo: nelle sue opere – nelle quali ho riscontrato citazioni quasi Michelangiolesche – si sentono molto gli studi che ha condotto e la sua capacità espressiva è molto pregnante, direi quasi inquietante. Si passa quindi da una forte capacità materica alla liquidità molto particolare di Pastore. Vedo spunti molto interessanti in tutti gli artisti».
In Primis rappresenta il frutto del 9° Concorso di Pittura organizzato dalla Fondazione “Morgese”: perché allora non ripercorrere questi 9 anni, creando una collezione di opere di arte contemporanea?
«Così si darebbe continuità al progetto della Fondazione e allo stesso tempo si inizierebbe a costituire una bella collezione di opere: sembrerà strano ma tutte le grandi collezioni si formano un po’ alla volta».
Le lancio una provocazione: perché non ospitare “In Primis” nella Pinacoteca “De Nittis”?
«Non sarebbe possibile in quanto la Pinacoteca “Giuseppe De Nittis” sta seguendo una serie di studi e mostre sul secondo ‘800. Questa mostra potrebbe invece essere ospitata nei sotterranei del castello di Barletta che sonno stati recentemente ristrutturati e che sono davvero magici: credo infatti che i luoghi debbano trovare una capacità espressiva insieme alle opere che ospitano».
Potrebbe essere questo l’inizio di una sua fattiva collaborazione con la galleria “Adsum”?
«Sono disponibile per nuove collaborazioni con questa Galleria».
Non è la prima volta che è a Terlizzi vero?
«No, sono infatti stata l’artefice della mostra “Fiori dei Medici” nell’estate 2005: io non mi invento niente dal niente ma parto sempre dalle risorse di un territorio. Terlizzi è la città dei fiori quindi seguire questo grandissimo filone d’arte poteva dare un’identità a Terlizzi. La galleria d’arte moderna di Forlì sta per inaugurare la straordinaria mostra “Fiori – dal Rinascimento a Van Gogh”. Avreste potuto mettervi in rete con Forlì adesso: dopo l’esperienza dei Fiori dei Medici il seguito è stato molto deludente».
Pinacoteca “Michele de Napoli”: cosa farne?
«Secondo l’esperienza che ho fatto io a Barletta – e che si è rivelata altamente vincente – abbiamo deciso di dedicare una parte della Pinacoteca alla raccolta e collezione delle opere dell’artista; destinando altri spazi a mostre contemporanee, ma con l’avvertenza che dentro non si possa buttare di tutto e di più. Michele De Napoli è stato un pittore dignitoso, quindi è necessario che si facciano mostre con un profilo alto, senza improvvisazione».
Che tipo di rassegne secondo lei potrebbe ospitare la Pinacoteca?
«Se aveste un minimo di cognizione di ciò che in Puglia non c’è – prima che lo faccia qualcun altro -, visto che avete una Pinacoteca praticamente mezza vuota, dovreste aprire all’arte contemporanea. Iniziate a lavorare dal primo 900 in poi: Terlizzi potrebbe così colmare un vuoto in Puglia, che è appunto quello dell’arte contemporanea».
Quale soluzione gestionale considera vincente per questa Pinacoteca?
«La gestione è meglio darla all’esterno mentre il Comune – che è proprietario dell’immobile e delle tele – deve dotarsi di una figura tecnica – sia essa un direttore o un conservatore – che abbia i presupposti giusti, come ad esempio la Laurea in Storia dell’Arte: non si può certo mandare l’impiegato in una simile struttura. Quindi: il Comune deve sempre avere una funzione di controllo sulla gestione dei servizi che è affidata a esterni».
Cosa intende per “servizi”?
«Non parlo solo della biglietteria o del Bookshop: oggi i musei vivono molto di didattica, che non è solo la didattica per i bambini, come l’approccio all’autore e all’arte; si realizzano veri e propri progetti. Siccome l’anno prossimo il Comune di Parigi dedica una mostra intera a Giuseppe De Nittis adesso ad esempio io sto stilando un programma per l’”anno Denittisiano”».
Come onorare la memoria del pittore Michele De Napoli?
«De Nittis come anche De Napoli può essere letto in tante maniere; c’è la Parigi di De Nittis, tutta la letteratura francese legata a De Nittis: ho studiato tutta l’opera di De Nittis, non solo sulle fonti italiane ma in particolare su quelle francesi contemporanee al pittore, come De Goncourt o i grandi critici d’arte amici suoi, gli intellettuali, i romanzieri…ed ho scoperto come quest’uomo fosse al centro di una sorta di olimpo dell’arte – la sua opera si inserisce infatti in maniera significativa in campo artistico, culturale e perfino letterario. De Napoli non è l’artista di Terlizzi, ma tutta la sua esperienza formativa avviene a Napoli, all’Accademia di Belle Arti dove conosce quelli che saranno i più grandi pittori dell’800 meridionale come Palizzi, Dalbono, Morelli. Quindi bisogna chiedersi: dove ha assorbito quest’humus, questa capacità di rappresentazione? E andare così a scoprirlo».
Come giudica un eventuale connubio tra le nostre due pinacoteche?
«Bisogna farlo: anche perché in tal modo si potrebbero creare sinergie per avviare progetti comuni. In una sola parola: dovete mettervi in rete, per un’offerta turistica che non sarebbe più solo Barletta ma anche Terlizzi».
Tre aggettivi per la mostra “In Primis”.
«Molto giovane, abbastanza interessante, degna di continuare».
Tre aggettivi per la Pinacoteca “Michele De Napoli”.
«Più che tre aggettivi, tre sostantivi: apertura – con le opere del De Napoli -, programmazione, sfida».
Per concludere..
«Trovo che Terlizzi sia una bella città con grandi risorse e potenzialità, bisogna puntare su quelle: far innamorare i giovani dell’arte».
La photogalley si riferisce all’inaugurazione di Palazzo Marra a Barletta e le foto sono di Luciana Doronzo che si ringrazia per la gentile concessione
Nessun commento ancora. Scrivi il primo!








Usura ed estorsioni, tre persone in carcere e una ai domiciliari. Sequestrati beni per oltre 700mila euro