Benvenuto 2010. Ecco cosa ci ha lasciato il 2009
Il bilancio dell’anno appena trascorso
Il 2009 è finito. In questi giorni non si parla d’altro, ma il tentativo è quello di capire che anno è stato e perché lo è stato.
Un alba livida ha bagnato i cieli di Terlizzi i primi di gennaio con la dipartita di Franco Vendola – figura storica della politica locale – mentre una notte fredda ci lascia il ricordo di un’altro monumento in carne e ossa di questa città: Don Michele Cagnetta. Proviamo a ricongiungere questi due estremi temporali.
Ricorderemo il 2009 come un anno dai forti contrasti: un paese in cui vince il centrodestra in occasione delle Elezioni Provinciali ma che elegge al contempo due Consiglieri Provinciali di centrosinistra – Flavio Omobono e Michele De Chirico; un paese dalle grandi risorse umane, culturali e professionali che stenta a valorizzarle a causa di logiche imperscrutabili; un paese che ha una Pinacoteca dell’800 che è però chiusa; un paese che manda i Fiori in Abruzzo in solidarietà alle mamme dei terremotati e poi non riesce a dare una stabile sistemazione agli immigrati che dormono in condizioni precarie nell’ex mobilificio di via Molfetta; una splendida Festa Maggiore da sempre accompagnata dalla tradizione della carne arrostita per strada che quest’anno non c’è però stata; una Festa Maggiore della quale andiamo fieri ma che stava per naufragare per una toppa d’asfalto insolitamente “molle” in piazza Cavour; una Torre dell’Orologio che è la più alta d’Europa e con un quadrante dell’orologio secondo solo al “Big Ben” di Londra, ma che è gestita da volontari e totalmente fuori da itinerari turistici del circondario e della Regione intera.
E ancora, un Mat che ha dato tanto lustro a Terlizzi per la sua originalità ma che a distanza di anni non è mai decollato e chissà quando decollerà; un ospedale – il “Michele Sarcone” – che non è ancora tornato ad essere ciò che era alcuni anni fa nonostante le tante promesse.
Il 2009 è stato anche un anno di inaugurazioni: nasce l’associazione culturale “Kunst”; nasce l’Associazione Culturale “Factory Arti Visive”; si inaugura – ma non viene riaperta – la Pinacoteca “Michele De Napoli”; si inaugura – ma non viene riaperto – il Chiostro delle Clarisse; si apre la nuova Sezione A.N.T. di Terlizzi dedicata a Getrù”; si apre il “Dada Caffè Letterario”; nasce la Fondazione Onlus “Maria Ruggieri”; si inaugura la nuova piazzetta antistante il Cimitero, completamente realizzata da virtuosi privati. Un 2009 fatto anche da intelligenti e mirabili progetti come “adotta un’aiuola”, “adotta un’aiuola sui balconi della Pinacoteca “De Napoli”; “adotta un parcheggio sulla pista ciclabile”; “adotta il Parco Comunale”; “adotta una buca sulla strada che costeggia il Parco”; “adotta un metro cubo di acqua e fango nel sottopasso quando si allaga”; “adotta un vigile urbano”; “adotta una panchina distrutta su Corso Dante”; “adotta un bagno chimico per la Festa Maggiore”.
Un anno di grandi compleanni e anniversari: 50 anni della Banda “Antonio Gisonda”; 90 anni di don Gaetano Valente; per la prima volta si rompe il timone del Carro Trionfale, aveva 170 anni di vita; ma anche un anno di grandi avvicendamenti: lascia il Tenente dei Carabinieri Comitti Berè, subentra il Tenente Paolo Milici; dopo 40 intensi anni lascia la Concattedrale di Terlizzi don Michele Cipriani e passa il testimone a don Franco Vitagliano; lascia Giovanni Di Capua la caserma dei Vigili Urbani per far posto ad Alessandro Frigiola.
Vogliamo, infine, fare un augurio a tutti i giovani che anche quest’anno hanno venduto i loro sogni e i loro voti per una ricarica sul cellulare, per un pezzo di pane o per la promessa di un posto di lavoro, perché forse sono loro quelli che hanno capito tutto della vita e come si deve fare per non cambiare le cose.
Ma vogliamo rivolgere un augurio ancora più grande – stavolta sentito – a tutti i ragazzi come Simone, Angela, Paolo, Raffaello, Aldo, Francesco, Giovanni, Palma, Annamaria – e chissà quanti ne stiamo dimenticando – che ogni giorno studiano e lavorano per mantenersi agli studi perché credono ancora nei propri sogni e hanno l’incorruttibile coraggio di lottare per questi, con fatica, tenacia e abnegazione.
Probabilmente è questo il modo migliore per lasciarci alle spalle questo strano 2009 e per accogliere con entusiasmo un nuovo, difficile, intenso, imprevedibile anno.
Buon 2010 a tutti.
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