Nino Antonelli chiede di intitolare a Craxi una strada di Terlizzi

Nicolò Marino Ceci

In occasione del decennale dalla morte dello statista socialista

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“Nino Antonelli, unitamente alla Segreteria provinciale del nuovo P.S.I. e a tutti gli uomini di sinistra che hanno avuto lo stesso percorso politico dopo la svolta della “Bolognina” piangono l’uomo che ha creduto al progetto socialdemocratico in Italia come in Europa.[…] A dieci anni dalla sua morte, nel rammentare le grandi opere realizzate a Terlizzi durante il suo Premierato Ministeriale – centro di commercializzazione e di servizi per la floricoltura di via Mariotto, le Scuole Medie “Aldo Moro” e “Pacecco” e l’ampliamento della Scuola “Don Giovanni Bosco”- chiede alle autorità comunali che gli venga dedicata la titolarità di una strada importante quanto la sua levatezza di statista.”

In occasione del decennale dalla morte di Benedetto Craxi – scomparso il 19 gennaio del 2000 come latitante ad Hammamet in Tunisia – assistiamo oggi al tentativo di una parte della classe politica e giornalistica di riabilitare e celebrare la figura dell’uomo e dello Statista.

Proprio in questi giorni sulle plance terlizzesi è apparso un pubblico manifesto a firma di Nino Antonelli, nel quale – in qualità di Vice Coordinatore Provinciale del Nuovo P.S.I. di Bari – chiede all’Amministrazione Comunale di Terlizzi di dedicare al politico Bettino Craxi “la titolarità di una strada importante quanto la sua levatezza di Statista”.

La richiesta è destinata ad aprire nuovamente il mai sopito dibattito sulle qualità politiche e umane di Bettino Craxi sempre a metà tra l’eccellenza dello Statista e il malversatore di Stato.

La richiesta inoltrata dal più volte consigliere comunale Antonelli dimostra come i tempi non siano ancora maturi per una seria e serena riflessione sugli anni ’90, dato che molte ombre devono ancora essere rischiarate.

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