Incendio alla Moro-Fiore, lettera aperta da giovane a giovane
Nei giorni scorsi TerlizziLive.it ha riportato la notizia dell’incendio doloso divampato all’interno della scuola “Moro-Fiore”. Un incendio che ha scosso i cittadini soprattutto perchè ad appiccarlo potrebbe essere stato proprio un giovanissimo studente. Insomma, un atto di vandalismo che apre una profonda ferita nel tessuto sociale cittadino.
Fortunatamente, però, non tutti i giovani sono uguali e il classico adagio che invita a non fare di tutta l’erba un fascio è dimostrato proprio in queste ore attraverso una toccante lettera aperta “da giovane-a giovane” scritta dagli alunni di seconda media della prof. Maria Clara Andriani rivolta proprio al piromane. TerlizziLive.it la riporta per intero.
«Mi rivolgo a Te, piromane sconosciuto
Probabilmente sarai un mio coetaneo, forse poco più grande, forse già adulto, ci saremmo passati probabilmente accanto sfiorandoci nella indifferenza dello scorrere della quotidianità.
Mi piace pensare che tu sia un ragazzo come tanti altri in continua ricerca di un futuro, di affermazione. O forse sei preso dalla noia di una vita che non hai ancora imbroccato?
Così di certo che il tuo atto vandalico ha arrecato danni alla struttura e alle suppellettili, ha privato tanti di noi del diritto-dovere allo studio, ha impedito agli adulti di lavorare, ci ha gettati nel panico, nello smarrimento più totale, ci siamo sentiti violati nel nostro senso di appartenenza ad una scuola che è anche edificio con i suoi giardini, le sue aule che sono parte di noi, sono il luogo dove trascorriamo intense giornate alla ricerca di acquisizioni, conoscenze, nel tentativo di appropriarci dei saperi da trasferire nel saper essere, saper fare.
Ma tu sei mai stato nei banchi di scuola? L’hai mai amata?
Sensazione strana che la cronaca giornaliera ci propina molteplici notizie sconcertanti che fanno subito il giro del mondo in questa epoca di globalizzazione, ma forse siamo convinti che siano realtà lontane da noi, all’improvviso ci si accorge Invece che quel tanto lontano è accaduto a uno noi. Il fantasma della violenza gratuita si aggira tra noi!
Mercoledì mi aspettavo una mattinata scolastica come tante altre, nel rispetto di un orario interno, dei mie professori. Invece una insolita quanto sgradevole sorpresa dell’alternanza mi attendeva all’ingresso: grande confusione, l’ordine di tornare a casa. Le lezioni sospese per inagibilità dell’edificio: poi l’avvicendarsi di mille notizie, all’occorrenza ingigantite, momentanea euforia, generalizzata confusione! Chiari ed ecco avvicendarsi alla mia mente pensieri confusi, meno chiari. L’immagine della mia scuola presa d’assalto in tarda serata quando l’attenzione si attenua, sulla città calano poche luci fioche, la frenesia della vita quotidiana finalmente si placa nella intimità, unici desideri: ritorno in famiglia, calore, cena! Mi è sembrato di vedere il fumo nero salire dalle aule, di sentire un odore acre diffondersi e di sentire le sirene spiegate degli automezzi dei Vigili del Fuoco, lungo un tempo interminabile, una sensazione di pericolo e di smarrimento e di paura una voglia di accorrere e di partecipare per salvare il salvabile!
Mille interrogativi sconcertanti e forse uno rimane senza risposte: Perchè? Cosa cercavi col tuo gesto insensato? Forse volevi dire la tua rabbia, la delusione per tante occasioni perdute? Ti aspettavi forse di salire sul podio, di essere proclamato vincitore?
Mi piace immaginarti incupito, incredulo, pentito con una grande voglia di ricominciare, di ripartire, magari qualcuno con accanto, per questo meraviglioso viaggio che è la vita.
Un Alunno amareggiato».
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