Di Tria sul Gal: «occasione di sviluppo se tiene alla larga predoni e affaristi senza scrupoli»
Il Sindaco replica alle accuse delle opposizioni
Avevamo ospitato sulle nostre pagine, nei giorni scorsi, un documento a firma delle sezioni locali di Udc, Dc, Città Civile, Io Sud e Lista Schittulli a proposito della costituzione della società consortile GAL Fior d’Olivi. (http://www.terlizzilive.it/news/news.aspx?idnews=4273)
Un documento ricco di accuse molto pesanti in cui si faceva riferimento a imprese private che «si sono dovute ritirare per non subire» non meglio precisate «impostazioni» esterne.
Giunge oggi presso la nostra redazione la replica del sindaco di Terlizzi Vincenzo Di Tria, in cui si ribaltano le accuse formulate circa la spartizione di poltrone e si sottolinea la correttezza di scelte e procedure e la motivazione degli aderenti al GAL , ribadendo che esso ha come obiettivo lo sviluppo locale attraverso la corretta ed efficiente gestione dei cospicui fondi europei.
Nella nota si evidenzia anche a chiare linee quale deve essere il compito dell’Amministrazione Comunale: è assicurare che i finanziamenti pubblici del GAL si trasformino “in occupazione, sviluppo e tutela del territorio” lasciando a mani vuote “affaristi senza scrupoli, parassiti e predoni che in questi anni hanno fatto scempio dei fondi europei”.
Riportiamo di seguito il documento integrale a firma del Sindaco di Terlizzi:
«Il Comune di Terlizzi già dal settembre 2007 si è proposto come Capofila di un “Gruppo d’Azione Locale” (GAL) comprendente anche i territori di Bitonto e Giovinazzo, per poter accedere ai Finanziamenti Europei erogati dalla Regione Puglia nell’ambito del Programma di Sviluppo Rurale (PSR) attraverso le azioni “Leader”.
Prima di partecipare al bando regionale per l’attribuzione dei finanziamenti, i tre Comuni hanno costituito un “nucleo promotore” insieme a Coldiretti, Confagricoltura e CIA, con le quali si è dato vita ad un’azione di animazione e informazione tesa a stimolare e a coinvolgere i soggetti privati interessati allo sviluppo del territorio. In questa prima fase hanno aderito all’aggregazione GAL ben 233 soggetti, che si sono ridotti a 180 al momento di versare la quota di partecipazione alla costituenda società consortile.
Già dalle prime fasi di aggregazione era emerso il tentativo da parte di un gruppo di privati, di condizionare le dinamiche di costituzione e gestione della società attraverso la sottoscrizione di cospicue quote di capitale. Man mano che ci si avvicinava alla vera e propria costituzione della società, questo gruppo di privati, nella presunzione di essere maggioritario, ha tentato di imporre le proprie decisioni alla restante parte dei sottoscrittori, provocando la loro reazione nell’Assemblea del 21 gennaio, quando sono stati individuati i componenti del consiglio d’amministrazione della società, pur con la fuoriuscita del gruppo che ostentava il maggiore capitale.
Il giorno 27 gennaio, infine, la società consortile “GAL Fior d’Olivi” si è legalmente costituita con 135 sottoscrittori e 149.000 euro di capitale sociale, senza l’adesione dei privati che non avevano condiviso le scelte fatte nell’assemblea del 21.
Per quanto riguarda la rappresentanza del Comune di Terlizzi, in ossequio alle indicazioni fornite dal Consiglio Comunale nella seduta del 20 gennaio, che ha vincolato il sindaco a nominare come rappresentante un esperto nell’ambito agricolo e di programmazione comunitaria, si è ritenuto di nominare il sig. Giuseppe Scagliola, che mette in campo le sue competenze anche come direttore provinciale della Coldiretti di Foggia.
Ordunque, il comunicato reso pubblico in questi giorni da Udc., Dc, Città Civile, Io Sud e Lista Schittulli, sembra scritto sotto la frustrata dettatura di qualcuno di quei soggetti che si sono visti scappare l’affare di gestire in prima persona i circa 10 milioni di euro di finanziamento pubblico.
Del tutto infondata è poi l’accusa di una spartizione di poltrone: basti pensare che il rappresentante del Comune di Terlizzi non è riconducibile ad alcun partito del centrosinistra cittadino, né tantomeno lo è il presidente del consiglio d’amministrazione della società, il commercialista bitontino dott. Mariano Dibitonto. Peraltro la formazione della rappresentanza privata in seno al consiglio d’amministrazione, come si è già detto, è avvenuta ad opera dei più di 100 soggetti privati aderenti al GAL, ed è quindi di pura fantasia la ricostruzione secondo la quale il sindaco di Terlizzi, o chi per lui, abbia potuto condizionarne la scelta.
Ora, aldilà delle sterili polemiche, l’amministrazione comunale ha il compito di controllare che i finanziamenti pubblici del GAL si trasformino in occupazione, sviluppo e tutela del territorio, senza che diventino preda di affaristi senza scrupoli, dei parassiti e dei predoni che in questi anni hanno fatto scempio dei fondi europei. Non ci sottrarremo a questo compito».
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