Di Tria: “Il caro-mattone? Vi spiego cosa è successo a Terlizzi”

redazione

Il Sindaco risponde al lettore di TerlizziLive.it

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Nei giorni scorsi TerlizziLive.it aveva riportato una lettera aperta indirizzata al Sindaco da parte di un cittadino che lamentava il cosiddetto caro-mattone, l’impossibilità di acquistare casa da parte soprattutto delle giovani coppie. Un problema, evidentemente, condiviso da tanti terlizzesi che hanno lasciato una serie di commenti che sono giunti a destinazione. Infatti il Sindaco, Vincenzo Di Tria, ha sentito il dovere di sua iniziativa di rispondere al lettore e ai quesiti posti dai commentatori. Ecco, di seguito, il testo della risposta del Sindaco.

“Rispondo alla lettera del giovane terlizzese in cerca di una casa a prezzi sostenibili, pubblicata qualche giorno fa su TerlizziLive.it. Ne comprendo l’amarezza e la frustrazione, anche perché ci sono passato anch’io attraverso la ricerca di un’abitazione ad un prezzo accessibile.

Io ho risolto il mio problema aderendo ad una cooperativa edilizia nella Zona 167 Chicoli, ben prima dell’approvazione del Piano Regolatore Generale, in un momento storico in cui si procedeva al completamento dei Peep (Piani per l’Edilizia Economica e Popolare), che sono stati tra le rare pianificazioni urbanistiche compiute da questa comunità.

Dissento dal giovane cittadino per le accuse rivolte alle agenzie immobiliari, perché non sono loro la causa dei problemi terlizzesi. In realtà, la situazione attuale è figlia legittima della politica urbanistica dei decenni scorsi ed è questa storia, che vale la pena richiamare, a rendere comprensibile il presente.

Terlizzi è un paese che ha fatto registrare oltre vent’anni di ritardo rispetto alle comunità vicine, che già negli anni ’80 si erano dotati di Prg. Il nostro Piano, invece, fu adottato dai commissari straordinari nel 1994 (subentrati per lo scioglimento del Consiglio Comunale) e fu approvato 6 anni dopo, nell’agosto 2000.

Solo a partire dal 2003, però, ci si è dotati dei primi strumenti per l’attuazione del PRG, un Piano Regolatore nato vecchio e problematico, per giunta con patologie incurabili risalenti alla sua nascita.

È infatti durante l’esame del nostro Prg da parte del Comitato Urbanistico Regionale (nel 1999) che la nostra comunità ha commesso l’errore più clamoroso. Il Cur aveva riscontrato una volumetria doppia rispetto al naturale incremento demografico della nostra città, e per questo aveva richiesto al Consiglio Comunale di eliminare alcuni comparti edificatori per riportare alla normalità il Piano. L’alternativa sarebbe stata l’omogenea riduzione degli indici di fabbricabilità su tutto il territorio edificabile. La scelta degli amministratori dell’epoca fu la meno coraggiosa e la più deleteria: pur di accelerare l’attuazione del Prg non rivolle operare sulla eliminazione di suoli edificabili, ma si optò per la riduzione complessiva degli indici in tutti i comparti.

Tradotto per i non addetti ai lavori questo ha un solo significato: minore interesse ad edificare da parte di proprietari e imprese (perché i suoli sviluppano minore volume), e prezzi più alti delle nuove costruzioni (perché servono maggiori estensioni di suolo edificabile per poter costruire).

Questa è la storia per chi non la conoscesse già. È chiaro che l’Amministrazione Comunale considera strategico il settore dell’edilizia, per l’importanza che riveste nell’economia cittadina e per l’indotto che è capace di muovere, ed è per questo che a partire dal 2004 il Consiglio Comunale ha adottato e approvato 6 piani di lottizzazione, mettendo nelle condizioni i proprietari e le imprese di costruire e sbloccare il settore. Molto è però demandato al buon senso dei privati, che spesso non sono motivati o ritardano l’adesione ai consorzi, rallentando l’esecuzione del Prg.

Oggi si sta anche procedendo a preparare una variante per risolvere alcuni problemi sopraggiunti, come i vincoli del Piano di Assetto Idrogeologico, per poter mettere tutti nelle condizioni di costruire sui propri suoli. L’Amministrazione Comunale si accinge anche a rendere pubbliche, negli spazi a piano terra della Pinacoteca, alcune proposte di rigenerazione di spazi urbani, attivando un dialogo con i cittadini e raccogliendo osservazioni e proposte.

Per concludere, sono fiducioso in un rapido evolversi degli eventi, poiché in alcuni comparti i proprietari sono molto motivati e stanno procedendo celermente al disbrigo delle procedure amministrative e progettuali. Pur con il freno della recessione, ritengo che nei prossimi due anni ci sarà sviluppo nel comparto edilizio e si potranno dare risposte ai tanti che cercano un’abitazione, anche nell’ambito dell’Edilizia Residenziale Pubblica (Erp) per dare un tetto alla propria famiglia a prezzi più accessibili».

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