Terlizzi Libera: «manifestazione per rivitalizzare un corpo sociale in coma da anni»

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Sabato scorso un corteo di lavoratori e disoccupati ha percorso le vie della città di Terlizzi per manifestare il senso del disagio provocato dalla instabilità della condizione occupazionale.

«Manifestazione per il lavoro» recitava il cartello di invito da parte dell’associazione promotrice Terlizzi Libera, non una parola di più.

All’appello hanno risposto diverse persone che hanno sfilato in nome di un problema che attanaglia la società odierna.

«Chiamare i cittadini a manifestare è stato il tentativo estremo di rivitalizzare con una scarica elettrica un corpo sociale in coma da molti anni. Il violento shock ha miracolosamente fatto ripartire il cuore del nostro popolo: gli operai disoccupati, la gente colpita dalla crisi che chiede la dignità di un lavoro e non l’assistenza» riferisce Michele Dantes dell’associazione Terlizzi Libera.

Usa una metafora clinico – anatomica Dantes per amplificare il suo appello ad unire le forze e a «remare tutti nella stessa direzione»

«Certo il cuore dell’uomo è una piccola parte dell’intero corpo, ma è quella fondamentale, la pompa che irrora e muove tutte le altre parti. Ora aspettiamo con speranza che arrivi la linfa della solidarietà e della partecipazione dal cuore alle altre parti sociali.

Al cervello (i professionisti, i politici, le donne e gli uomini di cultura e di buona volontà); alle membra, ossia agli artigiani e alle imprese di tutti i generi, affichè si mettano in movimento non solo per se stessi ma per rialzare l’intero corpo cittadino e rimetterlo in piedi»

«Noi di Terlizzi Libera – conclude Dantes – chiameremo tutte le istituzioni a compiere il loro dovere, perché è in gioco la vita di intere famiglie».

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