Di Tria duro contro il “decreto salva liste”: «Una vergogna tutta italiana»
«Il sistema politico italiano è alla deriva. Il “salva liste” è un altro mattone tolto alla fragile struttura della nostra democrazia». Parola di Vincenzo di Tria, sindaco di Terlizzi.
Con un attacco durissimo, il primo cittadino interviene sul decreto interpretativo col quale il Governo ha tentato di riammettere alla prossima competizione elettorale le liste del Popolo della Libertà in Lazio e Lombardia.
E lo fa con manifestata preoccupazione, sostenendo che « In Democrazia il rispetto delle Leggi dello Stato è il fondamento stesso del vivere civile, la garanzia dei principi di uguaglianza e giustizia sui quali si basa la nostra Repubblica. Senza regole e senza certezze si alimenta una società corrotta e arrogante dove vale la legge del più forte e del più furbo, del più potente pronto a calpestare i diritti altrui per la difesa dei propri esclusivi privilegi».
Un provvedimento, il decreto salva liste che segue la scia delle cosiddette leggi ad personam, secondo l’avviso del primo cittadino: « Ognuno di noi ha il dovere di rispettare la Legge ed il diritto di vederla applicata con rigore ed in modo “uguale per tutti”. Questo sacrosanto principio dettato dalla nostra Costituzione e dai valori cristiani e laici che l’hanno permeata, è oggi messo sistematicamente in discussione da una serie di norme “ad personam” a tutela dei potenti, che, oltre a creare un corto circuito tra i diversi poteri dello Stato, vede in atto da anni uno scontro tra esecutivo e potere giudiziario. E così assistiamo al paradosso che invece di chiedere scusa agli italiani per la confusione creata con la presentazione in ritardo e fuorilegge delle liste elettorali, il governo si è affannato a cercare la soluzione più devastante per la Democrazia: cambiare le regole del gioco a partita ancora in corso».
Di Tria vede il decreto come « un metodo barbaro di manomissione delle regole che lascia intravedere il rischio di ricadere negli stessi errori del secolo scorso; Una soluzione scandalosa e anticostituzionale, ma perfettamente conforme al messaggio che da anni si sta trasmettendo all’Italia: basta essere furbi, ricchi e spregiudicati e tutto ti è concesso».
Un atto che si inquadrerebbe nella dimensione di una società ormai malata «arrogante e insofferente alle regole, animata dalla aspirazione del successo e della ricchezza rapida e a tutti i costi. Una società fatta di sudditi che sgomitano per raggiungere il successo personale, animati dall’egoismo e alimentati dall’ignoranza e dalla volgarità delle TV».
Il sindaco non trascura, inoltre, di fare riferimento al blocco imposto a trasmissioni di approfondimento politico quali Anno Zero, Ballarò, Porta a porta, considerando questo atto un bavaglio ad importanti canali della tv di stato.
E termina la sua arringa richiamando i rappresentanti del Governo alle proprie responsabilità: « Chi ha responsabilità di governo deve invece quotidianamente alimentare una comunità nazionale consapevole e responsabile, cosciente dei propri diritti e ancor più dei propri doveri. Una società solidale e aggregata dalle Leggi dello Stato e dalla Costituzione, una società fatta da cittadini liberi e informati, capaci di indignarsi e porre ferme barriere all’arroganza del potere perché non si possa più scivolare verso forme di autoritarismo, che in questa Nazione sono sempre dietro l’angolo».
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