“Blue Beat”, schegge di controcultura fra blues e beat generation

Giorgio Rutigliano

Appuntamento oggi al Dada caffè letterario

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Il laboratorio E7 presenta, questa sera al Dada, “Blue Beat”, schegge di controcultura fra blues e beat generation.

Beat significa battere, ritmo, colpire. Questi scomodi fuggiaschi s’ispirano al blues, al nascente bebop, al jazz ed alle musiche ispiratrici dell’altra America operaia, quella della Grande Depressione e del primo boom industriale delle fabbriche\città di Chicago e Detroit.

Una cultura bianca si fa nera, ispirandosi ed avvicinandosi sempre più alla cultura di radice afroamericana sempre più consapevole.

I linguaggi del Blues e del Beat si rincorrono e diventano la vera controcultura americana dove poeti come Allen Ginsberg salmodiavano blues come mantra, Jack Kerouac recitava la strada, la frontiera e Leroy Jones teorizzava il ritorno all’Africa, e tutti insieme da New York a San Francisco manifestavano contro la guerra e le scelte neo imperialiste del potere bianco americano.

Quegli anni così favolosi e sofferti hanno aperto una strada, hanno dato voce ai blues dell’animo ed iniziato una vera catena creativa che non conosce posa e che produce ancora vivissime voci e realtà artistiche.

Inseguendo questa intuizione il Laboratorio E7 tenta di unire quadri sonori, visuali e poetici e mostra la naturalezza dell’incontro di tradizioni differenti quando esse, viaggiando a ritroso verso l’essenzializzazione del senso, si fanno ritmo.

“Blue Beat” è ispirato e dedicato al grande desiderio di dare voce ai “losers”, raffinati e sorridenti perdenti di ogni tempo e depositari temuti di un’altra verità: la poesia .

L’inizio è previsto per le 21.00.

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