“Cose dell’altro mondo”. Atto terzo
Il ciclo di incontri “Cose dell’altro mondo”, organizzato dall’Associazione Culturale Musicale: “Luna sotto il Carrubo” in collaborazione con Libreria “Città invisibili” e “Dada caffè letterario” col Patrocinio del Comune di Terlizzi, è giunto al suo terzo appuntamento.
Nella serata di sabato 20 Marzo, alle ore 19.00, la Biblioteca Comunale ospiterà l’incontro monotematico che prende il nome dell’iniziativa.
Al tavolo dei relatori siederà il dott. Salvatore Rainò, medico ed omeopata pugliese, autore di numerose pubblicazioni che discuterà intorno alla Omeopatia.
«Già prima di divenire medico omeopata, la mia intelligenza mi suggeriva sempre più insistentemente che il mio modo di avvicinarmi alle persone doveva essere più profondo, che dovevo riuscire a capire non soltanto di che malattia esse soffrissero ma soprattutto chi fossero e quale sentiero avessero attraversato per giungere in quella radura dove stanchi si fermavano a leccarsi le ferite. Cresceva in me l’esigenza di strutturare le visite in un modo sempre più attento alla persona oltre che alle caratteristiche che potessero farmi fare diagnosi e terapia secondo lo schema tradizionale di un buon medico. Iniziavo ad avvertire che il prestigio di un medico non può pagare la sua sete di verità ed il suo profondo bisogno di comprendere per quali meccanismi si realizza la malattia», spiega Rainò in uno dei suoi scritti.
«Bisogna che il medico sappia condividere le tappe evolutive della persona che lo consulta e che sappia utilizzare tutta la propria sensibilità per cogliere le reali caratteristiche della sofferenza della gente».
Come è noto, l’omeopatia è un controverso metodo terapeutico. Alla base dell’omeopatia vi è un principio secondo il quale il rimedio appropriato per una determinata malattia è dato da quella sostanza che, in una persona sana, induce sintomi simili a quelli osservati nella malata.
A fronte della sua diffusione e nonostante i numerosi studi, la validità terapeutica del metodo omeopatico e i meccanismi farmacologici del suo funzionamento non sono stati ancora verificati secondo i criteri scientifici comunemente applicati a qualsiasi principio farmacologico tradizionale. Molte ricerche cliniche concordano nel ritenere che gli effetti terapeutici dei trattamenti omeopatici non si discostino in maniera significativa da quelli ottenuti per effetto placebo.
Il dott. Rainò spiegherà, da medico, il ruolo dell’omeopatia e quello della medicina tradizionale nella cura del paziente.
«La sol cosa di aver fatto intuire al paziente che si è veramente disposti ad ascoltarlo, la visita assume una conformazione completamente differente ed i risultati in termini di impatto terapeutico sulla persona sono enormi. Quante volte ho capito che il paziente andava ascoltato e poi, se proprio occorreva, trattato farmacologicamente, ma aggiungevo, soltanto sfiorato con i farmaci. Ripetevo che il paziente non va altro che capito e sfiorato farmacologicamente. La salute della gente non può essere un fatto di pura managerialità imprenditoriale, rigore procedurale o come modernamente si dice oggi una questione di algoritmi e di adeguatezza delle diagnostiche e delle strumentazioni. Quante volte un paziente si sente male, si sottopone ad una serie di esami che non danno esito patologico per nulla ed allora gli si dice che non ha nulla. Sembra quasi una barzelletta, anche se a viverla in prima persona nella contingenza, la cosa assume connotazioni di una drammaticità unica nel suo genere. Come si fa a negare la sofferenza, con criteri così detti scientifici, a chi la sofferenza te la pone in un piatto d’argento sporcato del suo sangue?»
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