Energie Rinnovabili per l’agricoltura e la floricoltura

Nicolò Marino Ceci
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Nei giorni scorsi, all’interno del Centro Studi “Aldo Moro” si è tenuto il convegno “Le Energie Rinnovabili per l’Agricoltura e la Floricoltura” organizzato dal “Cantiere di Michele Monno”. Relatori del convegno sono stati tra gli altri Francesco Tricoli – Dirigente d’Azienda e Francesco Ciccone – Biologo Ambientalista. Eccoli a confronto in una curiosa intervista doppia.

Descrivetevi ai lettori di TerlizziLive.it.
Siamo Francesco Ciccone – Direttore Formazione Associazione “Biologi Ambientalisti Pugliesi” e Francesco Tricoli – Imprenditore di Energie Rinnovabili, in particolare nel settore del fotovoltaico.

Qual è il volume espresso – in termini di ricchezza, lavoro, sviluppo – dalle energie rinnovabili in agricoltura e floricoltura in Puglia?
In questo momento l’incidenza in termini di ricchezza delle energie rinnovabili nell’agricoltura e nella floricoltura è molto bassa ma il dato più importante è che la ricchezza che si produce non rimane su questo territorio ma è destinata altrove: il 95% degli imprenditori che operano in questo settore infatti non è pugliese e molto spesso non è neanche italiano.

Qual è il problema delle energie rinnovabili?
[Ciccone] C’è poca informazione e al contempo ci sono ovviamente lobby che lavorano in maniera opposta rispetto allo sviluppo delle energie rinnovabili. Pensiamo ad esempio alle lobby che vogliono l’energia nucleare.
[Tricoli] Credo che le energie rinnovabili creino ricchezza, lavoro e sviluppo ma il problema vero è che molto spesso questa ricchezza non è quella che ci si aspetta rispetto alle risorse economiche che vengono investite. La causa è l’alto costo che queste tecnologie hanno, sia per le imprese che vogliono investire, che per le famiglie che ne vogliono usufruire.

E la politica?
In questi 5 anni sono state condotte dalla Regione Puglia politiche coraggiose e innovative; i risultati di tutto questo lavoro hanno portato la Puglia ad essere oggi leader in Italia e in Europa nell’ambito della produzione di energie rinnovabili. La Puglia è la prima regione in Italia nel fotovoltaico mentre la seconda nell’eolico. Si è favorita la produzione di energia da fonte rinnovabile, portando contestualmente avanti una riduzione dell’immissione di sostanze inquinanti nell’atmosfera. Una grande trasformazione per la Puglia che – proprio a causa dell’Ilva di Taranto e della Centrale di Cerano a Brindisi – fino a pochi anni fa era una delle regioni più inquinanti d’Italia.

Perché preferire le energie rinnovabili all’energia nucleare?
[Ciccone] Il nucleare è un’energia gestita da pochi che ha bisogno dei militari per poterne smaltire le scorie; costa molto e non riuscirebbe comunque a risolvere il problema dell’autosufficienza energetica in Italia. Bisogna preferire le energie rinnovabili perché sono locali, decentrabili e non sono concentrate nelle mani di pochi: quindi sono più democratiche. Vedendo in termini politici la questione, penso che il nucleare sia di destra – perché è un’energia decentrata che appartiene a pochi; mentre il solare è di sinistra, perché è di tutti.
[Tricoli] Le energie rinnovabili sono energia pulita e non inquinano; il nucleare invece produce scorie pericolose sia in fase di utilizzo che per il loro smaltimento. Il nucleare non può servire l’agricoltura e la floricoltura ma può andare a beneficio soprattutto dell’industria e della grande industria. Il vero motore di sviluppo può esser dato esclusivamente dalla produzione energetica da fonti rinnovabili – si può scegliere di usare il sole o il vento – che sarebbero le più idonee per servire la piccola impresa agricola.

Cosa deve quindi fare la classe politica che governerà la Regione Puglia per i prossimi 5 anni?
In Puglia non abbiamo bisogno del nucleare: basti dire che già produciamo più di ciò che consumiamo, cediamo infatti circa l’85% di ciò che produciamo ad altre regioni. Siamo i primi produttori in Italia e abbiamo ridotto la produzione energetica da fonti fossili, che sono dannosi per l’ambiente. La classe politica deve continuare a investire e a lavorare in continuità con quanto fatto in questi 5 anni, cercando di regolamentare meglio questo importante settore.

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