Tornano a vivere 266 capolavori del pittore terlizzese Michele De Napoli
La Soprintendenza approva i lavori di restauro eseguiti sulle tele
I terlizzesi, per decenni privati del godimento delle opere del grande concittadino, potranno finalmente ammirare le 266 tele di Michele De Napoli, perfettamente recuperate e riportate nella bellezza originaria.
Con il collaudo, ossia l’approvazione dei lavori di restauro da parte della Soprintendenza ai beni architettonici e paesaggistici per le province di Bari, Barletta – Andria – Trani e Foggia, è giunto a termine l’iter per la riconsegna delle opere alla città di Terlizzi: ben 246 tele cui si aggiungono i 20 dipinti precedentemente restaurati da Annamaria e Giuseppe Chiapperini
I restauri non hanno mancato di rivelare sorprese: sotto alcuni dipinti sono emerse altre tele, del periodo giovanile, occultate dallo stesso De Napoli, che apporteranno sicuramente nuove acquisizioni al catalogo e per la conoscenza del percorso artistico e umano del pittore.
Le operazioni di restauro, con progetti approvati e sotto l’alta sorveglianza della Soprintendenza, guidata da Fabrizio Vona, seguite direttamente dal funzionario responsabile di zona Rosanna Gnisci, sono state condotte dall’ATI “Omphalos di Leonardo Marrone – Maurizio Lorenzoni”.
Le opere hanno grande rilevanza storico culturale, in quanto riprendono soggetti della devozione religiosa terlizzese a cominciare dai numerosi disegni preparatori e bozzetti per la grande pala dell’Invenzione della Madonna di Sovereto dipinta nel 1882 per la Cattedrale di S. Michele Arcangelo, o, ancora, per il Ritorno dal sepolcro e per l’opera, sempre in cattedrale, dell’Officio sul S. Sacramento.
Sarà possibile seguire le idee progettuali e l’evoluzione di molti cicli pittorici spesso rimasti allo stadio iniziale (ad esempio il grande dipinto che doveva essere collocato nella cappella di famiglia in S. Maria la Nova raffigurante S. Vincenzo Ferrer che dona i beni ai poveri), o andati distrutti per eventi bellici come nel caso degli affreschi realizzati per S. Domenico Maggiore a Napoli e il Martirio di S. Lucia nell’omonima chiesa della stessa città.
Numerosi i ritratti: dai virili a quelli di personaggi storici (Pio IX, il cardinale Cosenza estimatore e committente per importanti opere nel Duomo di Capua, Samuele Cagnazzi), di congiunti (Andrea De Napoli, Luisa Patelli sua moglie, dei genitori), al noto autoritratto.
Per le pitture di soggetto storico sono state interessate dai restauri le tele raffiguranti Mario sulle rovine di Cartagine, Mario e il Cimbro, la Disfida di Barletta.
Intanto la Regione Puglia ha assegnato al Comune di Terlizzi una quota di cofinaziamento di 70 mila euro, per la mostra in avanzato stato di allestimento e che si aprirà tra maggio e giugno 2010
La curatela scientifica della mostra e il saggio introduttivo al catalogo sono stati affidati a Gaetano Mongelli, storico dell’arte e docente di Storia dell’Arte Moderna presso la Facoltà di Scienze della Formazione-Dipartimento di Scienze Storiche e Geografiche dell’Università di Bari, studioso di questioni artistiche meridionali nonché autore di numerosi studi e saggi.
«Abbiamo raggiunto un importante risultato grazie alla sinergia tra Comune di Terlizzi, Regione Puglia guidata dal concittadino Nichi Vendola, Soprintendenza. Terlizzi ha risarcito lo sfregio di oltre mezzo secolo di abbandono della Pinacoteca e del prezioso lascito di Michele De Napoli» ha sottolineato il sindaco di Terlizzi Vincenzo di Tria.
Per gli assessori Michele Berardi e Domenico Paparella, che per competenze di mandato hanno seguito le fasi di restauro dell’immobile e poi delle opere, «il recupero e l’apertura al pubblico della Pinacoteca, con un cospicuo numero di opere restaurate, è un grande evento per la collettività e premia il lungo e faticoso lavoro intrapreso dall’Amministrazione per restituire al mondo della cultura un patrimonio davvero unico e dalle grandi potenzialità».
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