Di Tria esulta: «Con Vendola possiamo vincere e ritornare a governare l’Italia»

Il dopo-voto commentato dal Sindaco di Terlizzi

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Vincenzo di Tria, uomo del Partito Democratico, non ha mai nascosto la sua ammirazione nei confronti del suo concittadino illustre Nichi Vendola.

Pubblicamente, attraverso i mezzi di stampa, il sindaco aveva duramente contestato la non riconferma immediata da parte del Pd alla candidatura di Nichi Vendola alla presidenza della Regione schierandosi apertamente con il neo governatore della Puglia.

All’indomani delle elezioni, Vincenzo di Tria coglie l’occasione per manifestare la sua soddisfazione attraverso uno scritto che pubblichiamo integralmente.

«La vittoria di Nichi Vendola non è semplicemente la riconquista di una regione storicamente di destra e strategica nel meridione d’Italia, ma ha il significato di una poderosa sveglia al centrosinistra italiano, la dimostrazione che si può vincere parlando al cuore dei cittadini e non solo ai loro egoismi, ma soprattutto la dimostrazione che si può vincere dicendo cose di sinistra, senza infingimenti e senza l’affannosa ricerca del consenso indeciso e “moderato”.

E poi, è mai esistito questo elettorato tanto rincorso dalla politica italiana? Forse no. Forse esiste da sempre una fetta di società indecisa solo perché i programmi si assomigliano tutti e perché i politici sembrano parlare tutti la stessa lingua, una fetta di società italiana alla ricerca di uomini che parlino chiaro.

Vendola fa presa, e oramai non solo in Puglia, perché parla chiaramente di lotta al precariato, di diritti contrapposti ai cosiddetti “valori non negoziabili”, di integrazione degli immigrati, di giovani generazioni da reintegrare nella ricerca e nell’innovazione, di ambiente, di energie alternative e lotta al nucleare, di acqua pubblica, di scuola pubblica da tutelare, e di tanti temi sfuggiti non si sa come dall’agenda politica del centrosinistra.
E questo lo fa con naturalezza, semplicemente assecondando il suo istinto di uomo di sinistra, continuando caparbiamente ad essere sé stesso.

L’esperienza di governo degli ultimi cinque anni lo ha forgiato, l’ha reso più forte e determinato e gli ha dato la conoscenza da amministratore della “cosa pubblica” che non aveva maturato nei lunghi anni di militanza solo politica, e soprattutto ha saldato il rapporto con i cittadini che non si sono mai sentiti distanti e non integrati nel processo decisionale. Mai un presidente di regione era stato così facilmente raggiungibile, così vicino e pronto al dialogo.

La demolizione dell’armata del PD alle primarie e la sconfitta di Palese, hanno anche mostrato all’Italia l’aspetto “guascone” di Nichi, uno che non teme la contesa e sa affrontare l’avversario con la forza degli argomenti, senza trascendere nella volgarità e nell’offesa personale, come si usa fare oggi.

Arte della dialettica, grandi doti oratorie e cultura, ma soprattutto argomenti. Questa è la forza di Nichi. Il suo lessico è di nuovo intelligibile al popolo del centrosinistra, abituato da anni alla balbuzie della politica, al dire e non dire, alle dichiarazioni subito smentite, ai programmi sbiaditi dalle mediazioni tra gli interessi corporativi.

Finalmente un leader! È lui l’uomo tanto atteso dalla sinistra italiana? Io credo di si e come amico, come terlizzese, come amministratore, come uomo di sinistra, come sognatore, intendo sostenerlo in questa nuova sfida che valica gli angusti confini regionali.

Una sfida che inietta l’adrenalina delle imprese epocali: ritornare a vincere, ma soprattutto ritornare a governare l’Italia risolvendo i problemi dei cittadini e non esclusivamente i propri.

All’orizzonte c’è, ne sono convinto, il buon governo della solidarietà e dello sviluppo, dopo gli anni bui del berlusconismo».

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