“Per i play off promozione il Terlizzi c’è. Nonostante il problema stadio”
Lo sfogo del presidente della squadra terlizzese, Salvatore D’Alesio
“Il Terlizzi c’è. E in questi play off promozione potrà dire la sua alla pari con le sue avversarie. A cominciare dal Liberty Molfetta”. Non nasconde la sua soddisfazione per aver centrato l’obiettivo di inizio stagione il Presidente del Terlizzi calcio, Salvatore D’Alesio, all’indomani dell’ottima prova interna con la seconda forza del torneo.
“Contro il Molfetta – sottolinea con orgoglio il patron rossoblu – se c’era una squadra che meritava la vittoria era proprio il Terlizzi. Abbiamo giocato una grande partita, nonostante mancassero ben sei titolari. Solo un pizzico di sfortuna ci ha frenati. I pali e le traverse colpite sono lì a testimoniarlo”.
Certo, ora viene il difficile. Di questo è consapevole il presidente del Terlizzi che però si mostra ottimista e carica l’ambiente: “Il Terlizzi ha già dimostrato nel corso di questa stagione di essere alla pari con le avversarie e, nonostante tutti gli addetti ai lavori siano pronti a giurare che in finale vadano Molfetta e Trani, io dico che il Terlizzi c’è. In 180 minuti (tra andata e ritorno, ndr) può accadere davvero di tutto”.
L’incognita più grave, sulla strada del Terlizzi, è quella costituita dallo Stadio comunale. “Nel corso di questa stagione siamo stati sempre penalizzati dalla nostra struttura che non ci ha consentito di avere tutto il nostro pubblico sempre accanto ai giocatori. Ieri si è avuta l’ennesima conferma del problema stadio: il nubifragio che si è abbattuto su Terlizzi durante la gara con il Molfetta in prochi minuti ha svuotato l’impianto. Purtroppo è come se giocassimo costantemente fuori casa. E questo non va bene. Sottoscrivo in pieno le parole del giornalista Vito Princigalli che sulla Gazzetta del Mezzogiorno di oggi ha sottolineato che: «Un temporale ha messo a nudo la carenza dello stadio terlizzese, privo di copertura della gradinata: carenza inaccettabile a questi livelli agonistici, tanto più per un impianto dotato di terreno di gioco in erba sintetica e di quattro torri-faro; il visone per i calciatori, l’ombrello bucato per gli spettatori». Purtroppo sono parole sacrosante”.
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