«In piazza don Tonino Bello si sprecano 720 litri di acqua al giorno»

La denuncia dei rappresentanti della Giovane Italia di Terlizzi

0 commenta

L’acqua pubblica è tra i temi dominanti in queste settimane nella città di Terlizzi.

Se da un lato il Comune aderisce alla iniziativa di "Acqua bene comune" raccogliendo firme per indire un referendum contro la privatizzazione degli acquedotti, dall’altro la sezione terlizzese di "Giovane Italia" denuncia gli sprechi di acqua a causa della rottura di un rubinetto di una fontana in piazza don Tonino Bello.

Entrambi i fronti sono concordi nel definire l’acqua «un bene così prezioso» (così è riportato nel documento che Giovane Italia ha protocollato presso il Comune in data 22 aprile, ndr); entrambi i fronti considerano l’ «acqua bene comune», eppure proprio sull’acqua si monta la polemica che campeggia sui manifesti affissi in città.

«E io pago!» scrivono i ragazzi di Giovane Italia, quasi che il problema della dispersione idrica sia solo un problema di tipo economico.

Ma poi richiamano al senso di responsabilità civica: «Ognuno di noi, a maggior ragione i giovani, creatori del futuro, dovrebbe impegnarsi nel proprio piccolo al miglioramento, tendendo il più possibile al famigerato sviluppo sostenibile. Tale sviluppo si considera “sostenibile” a condizione che soddisfi i bisogni primari di tutti contemporaneamente e il ritmo di diminuzione delle risorse precluda il meno possibile ogni opportunità futura (Rapporto Brundtland 1987)»

Il «famigerato sviluppo sostenibile» Ma perchè famigerato se è un punto a cui a maggior ragione i giovani dovrebbero tendere?

La situazione denunciata, tuttavia, è di grande interesse ed i calcoli effettuati rilevano una situazione da non trascurare:

« Dai rilievi effettuati è emerso che ogni 3 minuti sono dispersi 1.5 litri di acqua; ogni ora, 30 litri e così via… Semplici calcoli dimostrano che ogni giorno (24 ore) la quantità d’acqua sprecata è pari a 720 litri. Totò direbbe: “E io pago!”
Il risultato della segnalazione alle autorità competenti ha prodotto una semplice riduzione del flusso ma non l’interruzione dello spreco: la fontana continua ad erogare acqua pubblica senza controllo».

E se allo spreco, dovuto al malfunzionamento del rubinetto, si aggiunge anche il carente senso civico di alcuni cittadini, la situazione diviene più complessa.

«Soprattutto nella stagione estiva, spesso capita di assistere ad un uso diseguale di risorse pubbliche; infatti, ciascun cittadino ha diritto a 25 litri d’acqua pubblica al giorno garantiti e pagati dalle amministrazioni, di frequente, invece, ritroviamo agricoltori e hobbisti che prelevano litri e litri d’acqua dalle fontane pubbliche (a spese della comunità) anziché dai pozzi artesiani previsti per l’uso irriguo».

Di certo il problema economico è irrilevante se messo a confronto al grave danno che comporta e può continuare a comportare la dispersione idrica.
Di questo sono consapevoli i militanti di Giovane Italia che invitano « a un maggiore controllo e a una maggiore attenzione da chi di dovere al fine di migliorare il nostro paese».

avatar

Nessun commento ancora. Scrivi il primo!