Agricoltura allo stremo: le associazioni chiedono l’intervento delle istituzioni
Parte dallo studio del territorio l’amara analisi della situazione di crisi in cui versa l’agricoltura terlizzese; un territorio quasi esclusivamente a vocazione agricola la cui crisi può avere effetti devastanti su tutto il tessuto sociale ed economico.
Le associazioni di categoria sono fortemente preoccupate e chiedono l’aiuto delle istituzioni per fronteggiare «gli aumenti dei costi di produzione dei prodotti agricoli contro una riduzione dei prezzi e una barbara concorrenza sul mercato di prodotti di importazione, spesso di ambigua provenienza e qualità».
«È una realtà di fatto che le nostre aziende abbiano ridotto al minimo le assunzioni nel settore agricolo con conseguente riduzione dei “fogli di ingaggio” per molti braccianti agricoli.
Si ravvisa che tale situazione impedisce a moltissimi braccianti di raggiungere il numero minimo di giornate per poter presentare la domanda di disoccupazione agricola, indispensabile per la sopravvivenza di molte famiglie Terlizzesi soprattutto durante i periodi estivi, quando il lavoro nelle campagne è del tutto esaurito», si legge nella missiva che le associazioni di categoria hanno inviato, tra gli altri, al Primo Cittadino, al Presidente Vendola, ai consiglieri provinciali terlizzesi, all’assessore alle politiche agricole Mangiatordi e all’on. Gero Grassi.
La grave situazione rappresenta, secondo l’avviso dei firmatari, un rischio sociale, dal momento che la carenza di lavoro porterebbe i braccianti ad accettare la realtà del sottosalario, dello sfruttamento ed evasione fiscale, convivendo e ravvivando la cultura dell’illegalità e impunità.
Nella lettera si chiede pertanto al Presidente del Consiglio Comunale di convocare, in presenza di tutte le istituzioni locali a vari livelli, un Consiglio Comunale Straordinario e monotematico, che porti all’ordine del giorno la crisi del settore agricolo, la realtà dei fatti sul G.A.L. Fior d’Olivi (Gruppi di Azione Locali), sul mercato ortofrutticolo e florovivaistico e gli impegni politici ed economici per fronteggiare la situazione di disagio del settore primario.
« In tale circostanza risulterà opportuno avere un confronto diretto con tutti i titolari dei frantoi oleari di Terlizzi, per comprendere i problemi che investono la commercializzazione dell’olio extravergine d’oliva del nostro territorio e accogliere suggerimenti per fronteggiare in maniera efficace i periodi di raccolta delle olive, onde evitare di subire l’ “ingiustificata” riduzione dei prezzi e l’infuocarsi di scioperi e manifestazioni fini a se stessi».
Dal confronto ottenuto durante tale Consiglio Comunale straordinario e monotematico, si auspica di trarre un programma sia di rilancio delle organizzazioni economiche dei produttori, sia di promozione degli strumenti per contrastare la volatilità dei prezzi, la contrattazione illegale del lavoro, al fine di assicurare le rese, i redditi e un dignitoso accesso al credito a tutti i lavoratori.
Alle istituzioni locali si chiede di farsi portavoce presso il Ministro delle Politiche Agricole per ottenere un’ulteriore proroga alla scadenza del 31 luglio 2010 della rideterminazione delle agevolazioni contributive per i datori di lavoro agricoli di zone svantaggiate;
il reintegro dei fondi F.A.S. (Fondi Aree Sottosviluppate) sottratti all’agricoltura, e il ripristino da parte dell’U.E. dei meccanismi di tutela e di protezione dei mercati del settore in crisi; la costituzione di un tavolo olivicolo permanente; l’intensificazione dell’attività di controllo sulla produzione olivicola per garantire la provenienza del prodotto, estendendo tali controlli a tutti gli oli presenti sugli scaffali della G.D.O.;
l’attivazione di procedure necessarie presso l’Autorità Nazionale per il mercato e la concorrenza, per il mercato e la concorrenza, per stabilire se esistono posizioni dominanti nel mercato olivicolo tali da distorcere il naturale corso delle quotazioni dell’olio di oliva, dando seguito all’ordine del giorno del 25 novembre 2008, approvato dal Consiglio Regionale della Puglia e proposto dal Presidente della Regione Nichi Vendola.
«Si chiedono, pertanto: interventi urgenti di misure anticrisi supportate da risorse certe e credibili, per contenere le negative ripercussioni della crisi sui redditi dei lavoratori dell’agro-alimentare; impegni certi di spesa, per l’attivazione della cassa integrazione guadagni in deroga, per i lavoratori stagionali del comparto agricolo e della trasformazione a partire dal settore olivicolo; misure di fiscalizzazione degli oneri sociali, finalizzate e mirate in agricoltura, per la stabilizzazione, la emersione del lavoro nero e illegale»
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