Flavia Robalo, “Aires” presso la galleria Omphalos
L’inaugurazione è prevista per oggi, sabato 8 maggio
La galleria Omphalos inaugura oggi, sabato 8 maggio alle ore 20.00, “Aires” mostra personale di Flavia Robalo. Nel corso della mostra, che rimarrà stabile presso la galleria Omphalos fino al 30 giugno, saranno presentate quattro sculture, figure contemporanee che si ispirano alla tradizione scultorea toscana tra duecento e trecento. I materiali utilizzati vanno dal legno al marmo all’ytong (calcestruzzo aerato autoclavato, usato molto spesso come materiale leggero per costruzioni).
Flavia Robalo é nata a Buenos Aires, e da qualche anno vive e lavora a Pietrasanta.
Il testo scritto per Flavia é di Antonio Trotta, scultore milanese, che ci propone, con una visione poetica una presentazione dell’artista:
«Flavia Robalo è giovane e non ha visto il gran gigante moribondo, non ha conosciuto quell’Argentina. Vedendo e studiano le cose che fa però si capisce che quell’Argentina ce l’ha nel suo Dna.
Flavia possiede lo spazio ed il colore della pampa, dei campi di lino, la poesia del “barrio” alla Carriego, gli aquiloni per lei sono quadri volanti, le sue figure volanti da Miracolo a Milano dove il bravo De Sica si ispira ai primi insediamenti di baraccopoli nella periferia di Buenos Aires dei primi anni 40. I muri di Flavia sono bianchi non ancora coperti di madreselva. Città di strade sterrate con il profumo del dopo pioggia, gli orizzonti che tagliano in due i fondi delle stesse strade, i cieli di nuvole erranti hanno l’arietta del grande fiume e del vento “pampero” di razza indomabile “che proclama la sua libertà”.
Flavia arriva con altri ragazzi argentini qualche anno fa a Pietrasanta non certo nella stessa situazione nella quale ci siamo trovati noi sessantanni fa quando l’Argentina, nel dire di Ruben Dario, era come un melograno aperto ed offriva un tetto al “desamparato”, lavoro all’affamato e libertà all’uomo libero. Per tutto ciò, i poveri italiani approdati lì non fecero altro che costruire, cantare e musicare, componendo centinaia di canzoni per cantarle in ringraziamento come una preghiera. Altrove non ebbero la stessa fortuna.
Mi sono chiesto il perché della scelta di Flavia di venire a Pietrasanta che può servire più a chi ha un lavoro già avviato, non certo a chi inizia. So per esperienza che gli argentini, in genere maniaci dell’informazione, difficilmente sbagliano luogo dove andare, cosi come a Parigi, quando era il centro della cultura del mondo, compravano quadri, mobili, vestiti e le ragazze ricche, invitavano a cena Marcel Proust ancora sconosciuto. Pietrasanta nel bene e nel male è uno degli ultimi luoghi dell’arte e dell’artigianato rimasti.
Flavia si è trovata in una terra ricca di arte del passato e del presente e con le sue ultime sculture, forse senza neanche saperlo, si è catapultata come vicina e complice del San Stefanino di Empoli o della Madonna di Camaiore. Sculture le sue di una sensualità e poesia difficili da trovare nella scultura-oggetto dell’arte contemporanea. Perché le sue hanno i sensi».
L’inizio dell’inaugurazione è previsto per le 20.00.
La mostra resterà stabile, e visibile a tutti, nella galleria Omphalos di via Toselli 21, fino al 30 giugno.
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