Marco Testini, artista “relazionale”
Intervista al vincitore del 10° Concorso di Pittura della Fondazione “Morgese”
Vincitore del primo premio – 1200 euro oltre alla statuetta in argilla realizzata dallo scultore terlizzese Danilo De Lucia- del 10° Concorso Nazionale di Pittura organizzato dalla Fondazione “Gaetano Morgese” con l’opera “National Anthems”, Marco Testini è un giovane e rampante studente dell’Accademia di Belle Arti di Bari.
In quest’intervista Testini si propone come il protagonista di un’interessante chiacchierata sul prestigioso premio ricevuto e sull’identità dell’arte contemporanea.
E’ il vincitore del 10° Concorso della Fondazione Morgese”. Un commento.
Sono molto contento. Non me l’aspettavo.
Cosa avrà colpito la giuria del suo lavoro?
Probabilmente la contemporaneità con la quale ho descritto la realtà e la società in cui viviamo. Ho infatti dipinto tre bandiere su tre bocche: quella italiana – in cui mi riconosco – quella cinese – a simboleggiare la Cina che ci sta invadendo, positivamente o negativamente a seconda dei punti di vista – e infine gli Usa – rappresentando così il sogno di molti, di visitare una terra straniera come quella americana.
Chi è Marco Testini?
Ho 22 anni, sono studente dell’Accademia di Bari e spero di continuare i miei studi fuori dall’Italia, magari all’estero. In tal modo imparerei cose nuove e arricchirei il mio bagaglio di conoscenze da poter poi condividere e mettere a disposizione una volta tornato nella mia “patria” – la Puglia. Noi del Sud siamo molto legati alle nostre radici.
Quali sono i modelli artistici cui si ispira?
Gli artisti di arte concettuale che lavorano con l’arte relazionale – cioè coloro che hanno stretti rapporti non più con l’oggetto artistico – inteso in senso fisico – ma direttamente con il fruitore. Il nome di uno di questi artisti che mi piace molto è Cesare Pietroiusti.
Quanto si parla di arte contemporanea in Puglia?
Se ne parla purtroppo molto poco – forse perché qui al Sud non siamo molto inclini ad interessarci alle nuove tendenze dell’arte contemporanea.
Cosa ci manca dunque per poterle apprezzare?
Più informazione sulle più recenti evoluzioni dell’arte – grazie ad internet questo è ancora più possibile – senza fissarci necessariamente sull’arte classica. Bisogna imparare ad apprezzare tutto il mondo dell’arte.
Cos’è l’arte contemporanea?
L’arte contemporanea è l’insieme variegato ed eterogeneo degli ultimi linguaggi – come ad esempio il recentissimo filone di “arte relazionale” al quale personalmente mi rifaccio.
In cosa consiste?
L’ arte “relazionale” ha il suo tratto distintivo nel contatto diretto e non mediato tra l’artista e il fruitore della sua opera. Io mi metto direttamente in contatto con il fruitore trasformando la mia opera artistica in un gadget che si può acquistare su internet. La mia opera diventa prodotto al fine di censire le visite sul mio sito e quindi l’interesse che il fruitore – consumatore palesa verso il mio progetto. In Italia siamo più legati al feticcio, all’oggetto; mentre dai Paesi dell’Europa del centro-nord è più richiesto il progetto – quindi l’idea – del prodotto stesso. Il risultato è una sorta di democrazia dell’arte per la quale l’artista esce dalla sua campana di vetro e scende per strada e dialoga con i cultori dell’arte.
Si descriva in tre aggettivi.
Contemporaneo, inquieto, attento.
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