L’appello di Terlizzi Libera: «Occorre una nuova resistenza per salvarci dalla crisi»
Le notizie di attualità degli ultimi giorni rischiano di gettare nello sconforto soprattutto le nuove generazioni.
La devastante crisi che ha colpito la Grecia e che rischia di suscitare un effetto domino sugli altri paesi europei, prima fra tutti l’Italia, ha sin da ora un grosso riflesso nelle vicende economiche, politiche e sociali del nostro paese.
A questo si aggiunge la corruzione dilagante che, soprattutto nell’ultimo periodo, occupa le prime pagine delle testate nazionali, soprattutto quando la notizia di cronaca riguarda esponenti politici di alto grado.
L’associazione Terlizzi Libera avverte forte il timore che questo sconforto possa cogliere soprattutto i giovani, ai quali rivolge un accorato appello a che «non rimangano passivi e solitari ma si uniscano nella resistenza con la fiducia di potercela fare»
Un lungo monito a non lasciarsi sedurre dalle strade apparentemente semplici, che tuttavia implicano prevaricazione.
«Resistere agli attacchi del malaffare. Difendersi dalle ruberie delle varie chricche mafiose. Denunciare i politici e i burocrati corrotti che ci dissanguano. Che siano giudicati e se condannati che scontino fino in fondo la pena. Serve anche di monito agli altri. Sono queste alcune delle azioni indispensabili per poterci salvare dalla tempesta economica che si sta abbattendo su di noi»
Ha le idee chiare Terlizzi Libera, che sceglie come suo motto la frase: «Occorre essere nuovi partigiani»
«Occorre essere dalla parte degli uomini onesti, dalla parte delle leggi da rispettare, dalla parte della povera gente che subisce indifesa i danni della corruzione.
Occorre chi i giovani e i disoccupati non pensino a cercare il lavoro al nord, perchè ormai ogni territorio difende le proprie opportunita. Occorre che i giovani e i disoccupati non vivano nella speranza di avere un lavoro dal potente di turno che cura solo i propri interessi e dispensa solo promesse»
Terlizzi Libera punta il dito contro l’eccessivo divario sociale, destinato ad aumentare col passare degli anni.
«Occorre un patto fara le generazioni per garantire il futuro ai giovani. Ad esempio una equità retributiva che veda stipendi e pensioni variare tra un minimo e un massimo che non superi il triplo.Questo vale in primis per politici e gran burocrati.
Occorre pensare già alle pensioni dei trentenni e quarantenni che non hanno contributi pensionistici. Oggi il vero ammortizzatore sociale qui al Sud è la famiglia con il suo risparmio sia monetario che immobiliare. Quando il serbatoio sarà esaurito allora sarà il disastro sociale».
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