Anche Terlizzi celebra la festa del 2 Giugno

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Il 2 Giugno 1946, con un referendum istituzionale, gli italiani decidono di trasformare l’Italia da monarchia a repubblica (12.717.923 voti contro 10.719.284). Dopo questo referendum il Re d’Italia Umberto II di Savoia venne esiliato lasciando agli italiani di reggere il proprio Stato.

Una data memorabile al punto che nel 2000 venne restaurata la "Festa della Repubblica Italiana", motivo per cui, in tutta Italia si organizzano per questa data iniziative e celebrazioni.

Anche a Terlizzi si ricorda il 64° anniversario della Repubblica Italiana con un corteo ufficiale che attraverserà i principali corsi cittadini, con il gonfalone, sindaco, assessori, consiglieri comunali, autorità militari, forze politiche e sindacali. cittadini. Si snoderà alle 11,00 dal palazzo di Città per confluire in Piazza Cavour, per la deposizione della corona di alloro al Monumento ai Caduti.

Il sindaco, dunque procederà alla lettura del discorso che riportiamo qui di seguito:

«Terminato il secondo conflitto mondiale, che aveva lasciato ferite profonde nel corpo della Nazione, il popolo italiano scelse la forma di Stato che riteneva potesse garantire pace, prosperità e uguaglianza.

Lo fece attraverso un "Referendum Istituzionale", indetto per scegliere fra Monarchia e Repubblica, e il 2 giugno 1946 decise di riscattarsi dai tradimenti e dalle ambiguità della famiglia reale scegliendo la Repubblica.

Da allora, il 2 giugno è festa dei principi di democrazia, di libertà, di giustizia e di solidarietà sociale, elementi sconosciuti al popolo italiano fino a quel 2 giugno 1946.

Gli italiani vollero scriverlo a chiare lettere cosa volevano dalla Repubblica, e sottoscrissero un patto che resta il cemento morale e giuridico sul quale si fonda la nostra democrazia: la nostra Costituzione.Grazie al rispetto dei principi contenuti nella nostra Carta Costituzionale l’Italia si è configurata come una Repubblica fondata sul lavoro e sulla solidarietà, nella quale tutti i cittadini sono uguali di fronte alla legge e ripudiano la guerra.

Grazie alla Costituzione si è garantito fino ad oggi il corretto funzionamento dello Stato e l’unità della Nazione.

Oggi a ridosso del 150° anniversario dell’Unità d’Italia c’è la tentazione di manipolare la Costituzione e di indebolire la Nazione, sciogliendo il legame tra le regioni e tra le genti d’Italia, in nome del localismo, dell’egoismo e di uno strisciante razzismo.

Dopo oltre mezzo secolo di democrazia, di pace e di unità, si impone quindi un fermo impegno per rivitalizzare il dettato costituzionale, contrastando i pericoli di involuzione della nostra società. Un impegno che oggi si assolve in particolare nella salvaguardia dei diritti di cittadinanza e di quelli dei lavoratori, nella garanzia della libertà di informazione, nella difesa della scuola pubblica, patrimonio inestimabile per la libera formazione dei giovani.

Insidiare questi valori, rompere il patto di solidarietà tra gli italiani, alimentare l’egoismo e la sopraffazione, imbavagliare gli organi d’informazione, alterare l’equilibrio costituzionale, significa colpire le istituzioni e danneggiare il delicato equilibrio del nostro sistema democratico.

La nostra Repubblica e la nostra Costituzione oggi hanno bisogno del sostegno di ciascuno di noi, perché si possa continuare a godere delle libertà e dei diritti che finora sono stati garantiti a tutti gli italiani, senza distinzione di regione, cultura e religione».

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