Lontani da casa, ma con Terlizzi nel cuore. Tradizionale raduno nel Nord-Est

redazione
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Quando una persona lascia il proprio paese per motivi di lavoro, di studio o di quant’altro, un pezzo di sé rimane radicato all’origine.

Quel pezzo di radice che è stato strappato continua a vivere e nel profondo del cuore di ciascuno non lo si vuole vedere secco.

Perché questo non accada è importante che sia vitalizzato e per far questo ci sono molteplici modi: c’è chi ritorna al proprio paese ogni week-end; chi passa le ferie nel proprio paese; chi di tanto in tanto si ritaglia del tempo per riempire i polmoni di aria di casa; chi, non potendo fare diversamente si fa mandare da casa alcune leccornie.

Nel Triveneto dal alcuni anni si realizza un’altra iniziativa: i terlizzesi di questa parte d’Italia hanno sentito il bisogno di ritagliarsi una giornata per riempirla di ricordi, di volti, di fatti del proprio paese. Non sono pochi, oltre settanta persone ogni anno si danno appuntamento per ritrovarsi e ricordare la propria adolescenza, le amicizie lasciate, le famiglie di origine.

Tutto serve per creare un legame tra persone che probabilmente a Terlizzi non si sarebbero neanche salutate. Qui si parlano come vecchi amici, si scambiano informazioni del passato, si ricordano anni tenuti in serbo nel cassetto dei ricordi.

E’ un modo per non far rinsecchire quella radice che, strappata anni addietro, si vuole che continui a vivere. Perché se è vero che ragioni diverse hanno portato molti a lasciare i luoghi di origine, è anche vero che quei luoghi impressi nella memoria e stampati nel cuore emergono appena una occasione qualunque lo permetta.

Nel mese di giugno di ogni anno i Terlizzesi del Nordest questa occasione se la creano. Con tenacia da quindici anni tengono desti i ricordi del passato e, pur sparsi, nei vari paesi del Veneto e del Friuli, quella domenica si incontrano: Non fanno grandi cose, semplicemente stanno insieme per ricordare e mantenere viva quella radice che è rimasta nella zolla e che lega ciascuno a quella terra.

A sottolineare l’importanza dell’evento anche la presenza di don Franco, parroco della concattedrale, ha permesso di sentirsi ancora più uniti perché ha celebrato l’Eucarestia e ha fatto vivere una giornata ricca di ricordi e di fede.

 

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