La Cgil e i piani sociali di zona alla luce della crisi finanziaria
Un incontro di "ambito", perchè quando si parla di politiche sociali si deve guardare nell’ottica del cosiddetto ambiti territoriali, la rete di comuni che comprende Ruvo, Corato e Terlizzi e che agiscono in sinergia.
Autorevoli relatori, espressione del sindacato e degli enti locali, si sono dati appuntamento mercoledì 30 giugno, per discutere sulle ripercussioni della manovra finanziaria sulle politiche sociali e sul welfare, partendo proprio dall’esame dei piani sociali di zona.
«Oggi il nuovo welfare e le politiche sociali non possono essere considerate come mera assistenza o distribuzione dei contributi economici, ma un sistema per garantire quantità e qualità dei servizi a partire dal territorio».
Da qui parte l’analisi di Antonio Scanni, segretario provinciale del sindacato dei pensionati, che ha diffusamente discusso delle politiche sociali a favore degli anziani.
«Il territorio è la prima risorsa del welfare di comunità, non solo come luogo fisico dove distribuire servizi, ma ambito capace di garantire sinergia tra gli attori del territorio stesso. Il territorio per migliorare la protezione sociale e dare qualità ed efficiacia alle politiche sociali e sanitarie, il territorio come promozione del benessere e della salute, motore per lo sviluppo economico ed occupazionale» ha aggiunto Scanni.
Il ruolo della pubblica amministrazione è stato trattato nell’ampia relazione di Giuseppe Gesmundo, segretario generale Fp Cgil Bari.
«La manovra di 25 miliardi circa è una scure che si abbatte pesantemente sui lavoratori pubblici, traducendosi nel blocco del contratto per tre anni e si accompagna a progressioni economiche e di carriera bloccate. Il nostro è un paese prospetticamente incapace perchè non si può cancellare il futuro disinvestendo nella formazione, nella ricerca, nei giovani» ha dichiarato Gesmundo.
«E’ necessario restituire fiducia e credibilità alla pubblica amministrazione, per garantire uguaglianza e legalità.
Vige una sorta di scarica barile per cui lo Stato non impone una tassazione più vessatoria ma obbliga poi gli enti locali e le regioni ad agire in tal senso. Per quanto riguarda la Puglia, grazie ai fondi garantiti dalla Regione i comuni dell’ambito Corato – Ruvo – Terlizzi avranno ingenti risorse economiche da utilizzare per attivare i servizi».
Ha partecipato ai lavori anche Nicola Pansini, direttore generale Asl/Ba che ha evidenziato che «occorrono modifiche strutturali; non si può più parlare di strutture sanitare, ma di un sistema socio-sanitario, in cui l’aspetto sanitario si intrecci a quello sociale».
La riflessione di Pansini tocca anche un tema molto delicato, quello dei non autosufficienti. «Quando gli enti locali non avranno più fondi a disposizione dove andranno a finire i non autosufficienti?» e quindi l’individuazione della deospedalizzazione come soluzione allo spreco di danaro e all’esigenza dell’ammalato di vivere la quotidianità nel suo habitat.
In conclusione un invito: «Occorre guardare ad una prospettiva di collettività, che comprenda i bisogni della comunità, per ottenere l’efficienza».
Trattato di Maastricht e legge Bassanini le cause di questo particolare momento individuate dall’assessore Francesco Caputo del Comune di Corato.
«La legge Bassanini ha peggiorato i rapporti tra enti e cittadini, mentre il trattato di Maastricht ha messo al centro una Europa finanziaria trascurando l’uomo. Ci siamo ancorati all’Euro credendo che fosse una moneta forte, ma in un giorno solo si sono sprecati 750 milioni per correre in aiuto alla Grecia. Mettendo al centro l’economia, l’uomo passa necessariamente in secondo piano» è il pensiero di Caputo.
«Pensare ad un servizio sociale che si integrasse con altri comuni è stata una novità e non tutti i comuni erano pronti ad un passo del genere» ha spiegato l’assessore Caputo rimarcando le diverse difficoltà che si son dovute superare in sede di concertazione, a partire dall’ufficio di piano ad altri passaggi che hanno visto contrapposti i comuni con l’effetto di frenare l’effettivo lavoro del piano sociale di zona.
In conclusione l’intervento dell’assessore Mangiatordi del Comune di Terlizzi: «La soluzione della crisi non sta nelle politiche sociali: la crisi riguarda il lavoro. L’unico motivo che lega la crisi alle politiche sociali è il fatto che queste ultime risentano dei tagli. La crisi va risolta con gli strumenti giusti; se le risorse vengono tagliate alle economie locali, come possono gli enti pubblici erogare i servizi? Il comune non ha risposte e ne avrà sempre meno con i vincoli che ci sono. Occorrono riforme serie».
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