Crisi agricola, scatta la protesta. Gli operatori agricoli e florovivaistici oggi scendono in piazza
La crisi non accenna a diminuire, gli operatori del settore agricolo e florovivaistico, dopo numerosi incontri hanno deciso di manifestare.
Lo stato di agitazione nasce all’indomani dell’approvazione della manovra finanziaria da parte del Senato che, secondo l’avviso delle organizzazioni professionali e sindacali Cia, Fiaca e Copagri non tutelano il ruolo primario dell’agricoltura nell’economia meridionale.
«In seguito ai vari dibattiti e comizi cittadini sorti contro la manovra finanziaria 2010, appena approvata dal Senato, si ritiene necessario decretare uno stato di agitazione per rivendicare il ruolo primario dell’agricoltura nell’economia meridionale e reclamare una maggiore attenzione verso i problemi del comparto agricolo dal Governo e dal mondo politico» ci spiegano i rappresentanti delle organizzazioni promotrici della manifestazione.
Si scenderà in piazza quest’oggi: dalle 17,00 alle 23,00 si terrà una manifestazione pubblica seguita da un corteo costituito da lavoratori e manifestanti per protestare sulla grave crisi economica del settore agricolo e florovivaistico terlizzese. Il raduno dei manifestanti è previsto in viale dei Giardini in Terlizzi, per poi percorrere le seguenti vie cittadine: viale Roma, corso Vittorio Emanuele, piazza Cavour, corso Dante, corso Garibaldi e piazza IV Novembre dove si terrà un comizio conclusivo.
«Il settore vive una delle crisi più difficili degli ultimi trent’anni. Ormai per le imprese agricole è “allarme rosso”. La situazione è drammatica. I costi produttivi, contributivi e burocratici sono alle stelle, i prezzi praticati sui campi sono da tempo in crollo verticale, i redditi sono sempre più falcidiati. Migliaia di produttori rischiano di chiudere le proprie aziende. E’ assurdo che nei confronti degli agricoltori continui ad esserci un assordante silenzio. C’è l’impellente necessità di interventi urgenti e concreti in grado di garantire una “boccata d’ossigeno” ai tanti agricoltori che oggi operano in grave affanno, di misure che diano reali sostegni agli imprenditori come l’inserimento nella manovra finanziaria della proroga alla fiscalizzazione degli oneri sociali e la reintroduzione del “bonus gasolio”».
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