Agricoltori in piazza per protestare, nel mirino politici di ogni ordine e grado

Duro attacco contro l’amministrazione comunale, il parlamentare Grassi, i consiglieri provinciali e il governatore Vendola

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Gli agricoltori sono scesi in piazza, manifestando il proprio dissenso contro le misure attuate dal governo, ma anche contro l’immobilismo dei politici nei confronti di un mondo, quello agricolo, ormai in forte difficoltà.

Una carovana di mezzi agricoli, seguita da un piccolo corteo, ha sfilato per le vie di Terlizzi nel pomeriggio di venerdì, manifestando per l’agricoltura, quel settore che, secondo quanto affermato dagli organizzatori, impiega il 61% dei nuclei familiari terlizzesi.

«L’agricolturà non è carità, è dignità» si leggeva nello striscione che apriva il corteo; una frase simbolo, significativa di come i provvedimenti presi dal governo nazionale non tutelino affatto il mondo agricolo meridionale, anzi lo affossino, non concedendo la proroga alla fiscalizzazione degli oneri sociali e togliendo il cosiddetto "bonus gasolio".

Cia, Fiaca e Copagri sono scese in piazza insieme, sotto l’unica bandiera, quella del lavoro, quella dell’agricoltura anche per manifestare contro l’assordante silenzio delle istituzioni di ogni ordine e grado che sembrano aver abbandonato un intero comparto.

E le istituzioni, i politici, infatti non c’erano. Nessun amministratore (un solo consigliere di maggioranza presente, ndr), nessuno dei due consiglieri provinciali terlizzesi, non una manifestazione di vicinanza da parte del parlamentare terlizzese Grassi o del governatore Vendola, informati e ben consci della tesa situazione che si sta vivendo a Terlizzi.

E dal podio i responsabili delle organizzazioni sindacali e professionali Malerba, Cipriani e Antonelli lo hanno ribadito.

Nel loro mirino l’istituzione a loro più vicina, il Comune, impersonato dall’assessore all’agricoltura, dormiente secondo il loro avviso di fronte alla situazione di stallo.

«Sessantacinque giorni di agonia, prima di sederci intorno ad un tavolo con l’assessore all’agricoltura che poi ci ha detto che non occorre alcun documento» ha detto Francesco Malerba.

«I politici hanno il dovere di esserci vicini, devono consumarsi le scarpe e portare sui tavoli nazionali, regionali, provinciali e locali le nostre istanze» è la riflessione di Raffaele Cipriani.

Una situazione di agitazione destinata a non esaurirsi con questa protesta, ma che giorno dopo giorno si alimenta, anche a causa della troppa indifferenza delle istituzioni.

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